Parigi consegnerà alla Russia Ablyazov

Estradizione per l'oligarca russo. Per i giudici francesi non è un vero dissidente: "Ablyazov è solo un truffatore"

La giustizia francese ha detto sì all'estradizione di Mukhtar Ablyazov in Russia o Ucraina, dove lo accusano di aver fatto sparire miliardi di dollari. Dipinto in Italia come un dissidente, in realtà l'oligarca kazako è un personaggio ambiguo, che si sarebbe intascato cifre astronomiche della banca che presiedeva.

Con il via libera all'estradizione lo conferma la Francia, che in passato si è rifiutata di consegnare all'Italia terroristi come Cesare Battisti. Difficile credere che i giudici francesi siano sul libro paga di Mosca o del Kazakhstan, nonostante le sue allettanti riserve energetiche. Ablyazov è stato arrestato in Costa Azzurra il 31 luglio scorso su mandati di cattura dell'Interpol richiesti da Russia e Ucraina. Mosca, che lo accusa di aver fatto sparire 5 miliardi di dollari, ha una sorta di prelazione sull'estradizione. L'Inghilterra lo aveva già condannato a 22 mesi di carcere e al sequestro di proprietà faraoniche a Londra, dopo avergli concesso l'asilo politico.

Ieri la Corte di Appello di Aix-en-Provence, nel sud della Francia, ha accolto la richiesta di estrazione del pubblico ministero, Solange Legras. In dicembre il pm aveva bollato Ablyazov come «un criminale su larga scala», non un dissidente. Per poi aggiungere che «è facile presentarsi come oppositore nascondendo la vera natura di truffatore».

Pochi giorni dopo il ministro degli Esteri, Emma Bonino, si faceva fotografare con Alma Shalabayeva, moglie del dissidente truffatore e sua figlia Alua appena rientrata dal Kazakhstan grazie all'Italia. Il 28 maggio scorso Ablyazov era scampato ad un blitz della polizia nella sua villa a Casal Palocco alle porte di Roma. Gli agenti avevano trovato moglie e figlia, vergognosamente rispedite in Kazakhstan al posto del marito. La brutta figura ha sempre offuscato la vera storia di Ablyazov, presentato come una specie di Robin Hood del Kazakhstan che combatte contro il regime del presidente a vita Nursultan Nazarbayev.

La moglie da Parigi difende a spada tratta il marito, convinta che per lui «l'estradizione significhi la morte». Gli avvocati della famiglia hanno già annunciato ricorso. Non solo: la Francia ha degli accordi di estradizione con Russia ed Ucraina, che non possono a loro volta consegnare Ablyazov al Kazakhstan senza l'autorizzazione di Parigi.

Una pletora di associazioni dei diritti umani, a cominciare da Amnesty international, ha chiesto alla Francia di non consegnarlo ai russi o agli ucraini. Curioso che le stesse associazioni si battano pure per altri personaggi come l'ex oligarca russo Mikhail Khodorkovsky o la discussa eroina ucraina Yulia Tymoshenko. Nessuno di loro è un Solgenitsyn del nuovo secolo, ma piacciono tanto ai radical chic.