Picchia il mullah che la rimprovera per il velo Donna senza paura in Iran

Teheran Il religioso musulmano l'aveva redarguita in mezzo alla strada per il velo «non sistemato secondo le regole», ma lei non si è lasciata intimidire. Prima gli ha risposto di chiudere gli occhi e poi, quando quello ha insistito in tono di comando, ha cominciato a picchiarlo fino a farlo cadere in terra. La donna si è quindi data alla fuga, ben consapevole dei gravi rischi a cui si era esposta.
L'insolito episodio, accaduto a Shahmirza nel nord dell'Iran, ha avuto grande eco sui media della Repubblica islamica. L'hojatoleslam Ali Beheshti è finito all'ospedale pieno di lividi, ma più che altro sconvolto dallo choc: «Non solo non si è coperta, ma ha iniziato a insultarmi. Le ho chiesto di non farlo più, ma ha iniziato a minacciarmi - ha dichiarato il religioso -. Poi mi ha riempito di calci».

Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Gio, 20/09/2012 - 09:18

UN monumento a questa donna.

Fabius

Gio, 20/09/2012 - 12:34

Penso già di amarla...

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 20/09/2012 - 12:40

Un coraggio che definire da Leoni e dire poco! Nemmeno un uomo valoroso avrebbe mai avuto un coraggio del genere in un luogo e con gente del genere. Il mullah, in ogni caso, ha provato per la prima volta solo una piccola parte della "medicina" che loro danno agli altri, lo credo bene che fosse sconvolto!

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Gio, 20/09/2012 - 13:03

pena di morte per questa donna.

Nadia Vouch

Gio, 20/09/2012 - 13:03

Spero solo che ora altri là presenti al fatto non si mettano a fare nomi. Spero anche che questo gesto non serva a qualcuno per inasprire ancora di più la violenta sottomissione praticata su quelle sfortunate donne.

churchill

Gio, 20/09/2012 - 13:09

Questo é coraggio!! Brava!! Se fosse necessario l'occidente dovrebbe fare di tutto per proteggerla.

Raoul Pontalti

Gio, 20/09/2012 - 13:54

Francamente non mi sembra che abbia fatto un'azione eroica quella donna: il religioso l'aveva solo redarguita, e non a torto in un contesto come quello attuale dell'Iran, e la reazione sarebbe considerata riprovevole anche da noi: non si picchiano le persone. Ma il pregiudizio ideologica trasforma in atti leciti, eroici anzi, anche gli atti riprovevoli. Incidentalmente e sommessamente: ad onta di certa propaganda il ruolo della donna in Iran è ben diverso di quello di schiava dell'uomo, ma per convincersene è forse indispensabile visitare l'Iran e possibilmente non con i viaggi organizzati, ma liberamente restandovi qualche tempo: si scopriranno cose impensate davvero e si constaterà anche la progressiva conquista della donna dei luoghi di lavoro "comodi" (banche, servizi, uffici, scuole. etc.) e l'avvenuta trionfale conquista delle università (a numero chiuso) al punto che ora sono le madri che vogliono l'introduzione delle quote azzurre per salvaguardare l'accesso dei propri figli maschi all'Università.

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Gio, 20/09/2012 - 14:41

Grande e coraggiosa!Potrebbe essere la scintilla di ribellione a questi barbudos fuori di testa,convinti di essere la verità,mentre non sono altro che opportunisti nascosti dietro alla religione deformata a loro uso e consumo.Il grande problema di questi fanatici sono le donne,hanno le palle e ciò li terrorizza.Avanti,il mondo vi ammira.

Nadia Vouch

Gio, 20/09/2012 - 14:58

Per #Raoul Pontalti. Perché non si trasferisce, "liberamente" in Iran e ci resta? Che cosa vuole dare d'insegnamento alle donne occidentali? Ma per favore! Se lei è stato in Iran "liberamente", comunque ci è stato se non con un viaggio organizzato, con qualcuno che ce lo ha condotto. Ma lasci perdere!

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Gio, 20/09/2012 - 15:32

#Nadia Vouch,perfettamente d'accordo con Lei.Nel lontano '85 nel pieno della rivoluzione islamica mi trovavo ad Isphan con un collega di lavoro Iraniano e la sua consorte,la quale venne schiaffeggiata da due guardiani della rivoluzione poichè aveva le labbra segnate con un pò di rossetto,e non si potette reagire.Oggi è peggio,grazie ai delatori ed alla dilagante corruzione,e questo pontali pontifica,ma va là.Viva le donne Iraniane.

Raoul Pontalti

Gio, 20/09/2012 - 16:42

per Nadia Vouch. La mia formazione culturale da un lato e la mia esperienza di vita anche politica dall'altro mi portano a parlare di cose di cui ho conoscenza almeno teorica apprezzabile e non di ciò che non conosco (non parlerò mai ad esempio dell'arte dell'uncinetto) e ancor più un minimo di esperienza pratica. In Iran ci sono stato liberamente nel senso che viaggiavo in modo autonomo con il mio veicolo (con il quale ero partito dall'Italia) e cane al seguito. Non avevo guide se non quelle cartacee. Contrariamente a quanto afferma la vulgata corrente presso gli sprovveduti che l'Iran a stento lo localizzano sulla carta geografica, una volta passata la frontiera (dove i controlli per un europeo sono molto blandi) si è liberi di fare ciò che si vuole e un occidentale viene spesso invitato dalla polizia ai posti di blocco a saltarli (attenzione ad aver ricevuto l'invito, altrimenti sono guai!). Io ho girato l'Iran in lungo e in largo, vistato moschee, chiese, monasteri, templi e santuari zoroastriani, sinagoghe (e anche il secondo sito più importante dell'ebraismo dopo il Muro del pianto: la tomba di Ester e Mordechai a Hamedan, l'antica Ecbatana) senza incontrare ostacoli o difficoltà diverse dal caldo e dal traffico urbano (impossibile quello di Teheran). Ho parlato con preti, rabbini, hojatoleslam (come quello dell'articolo...) e sacerdoti zoroastriani, con esponenti dei Basiji e dei Pasdaran e anche con degli oppositori (molto incavolati...) persino comunisti. In Iran lo straniero può parlare liberamente con chiunque ed esprimere tranquillamente il proprio pensiero con gli ovvi limiti dell'educazione (il maleducato non piace ad alcuno, tantomeno in Oriente) e del rispetto delle religioni del paese (non si può insultare nemmeno la religione cristiana o zoroastriana!) oltre che all'assoluto divieto di consumare droga e alcool (quest'ultimo derogabile in particolari casi con specifici permessi e in ogni caso si può acquistare alcool in determinati luoghi se non si è musulmani e consumarlo a casa). Non è affatto vietato dire peste e corna di Ajmadinejad, così come non è vietato parlare bene degli USA (anche se è raro trovarne degli estimatori io vi sono riuscito...): Durante il ramezzan (il loro ramadan) ho ricevuto più volte l'invito a fumare tranquillamente di giorno così come di bere (ciò che non mi capitò mai in altri paesi islamici) e trovavo sempre da mangiare senza problemi nei ristoranti anche a mezzogiorno, a dimostrazione della grande tolleranza degli iraniani che quando vedono che lo straniero mostra rispetto per le loro leggi e i loro usi contraccambiano con ogni genere di cortesia. e sanno mostrarsi molto comprensivi. Tolleravano quasi sempre persino il mio cane (animale immondo per loro e da tenere solo come pastore o guardiano, non per compagnia). Sullacondizione della donna: con mia grande sorpresa le vidi ovunque (non sono quindi chiuse in casa...) e in numero maggiore degli uomini non solo nelle strade, al mercato, etc ma anche alla guida di veicoli, nelle banche, negli uffici, etc. che lavoravano Perfino alla scuola di veterinaria a Shiraz (vicina al mio alloggio) ne vidi un gran numero. E anche il loro rapporto con gli uomini non lo trovai così come mi era stato raccontato da guide e articoli occidentali: molto franco e diretto, anche nei miei confronti ciò che spesso mi lasciava interdetto e restavo imbambolato oltre che timoroso di non riuscire a rapportarmi in modo appropriato. Loro ridevano e poi tranquillamente avviavano o continuavano la conversazione. L'Iran che ho visto con i miei occhi è del tutto di diverso da quello raccontato da noi. Ciò che non significa che sia migliore e tantomeno che sia l'optimum, ma non è quello che ci raccontano, e questo non mi stancherò mai di dirlo perché non temo smentite.

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Gio, 20/09/2012 - 17:59

si un monumento funebre,marforio in quei paesi la religione e' legge di Stato io sono per la legge,tu da italiano non lo so cosa sei.Quella donna rischia il capestro lei non te.

Nadia Vouch

Gio, 20/09/2012 - 18:01

Per #Raoul Pontalti. Non è forse straordinario tutto ciò? Mi si vuole far credere che ad essere in errore, quindi, siamo noi occidentali. E le pare che io ci creda? Mi dispiace, ma non ci credo. Ma non è che non credo a Lei, Pontalti. Non credo che Lei sia stato messo nelle condizioni di vedere esattamente ciò che avrebbe potuto vedere. Penso invece che, proprio per il fatto di essersi presentato con noncuranza alla frontiera, in più con appresso un "essere impuro" quale il Suo cane, abbia lasciato, per così dire, sconcertati quanti, secondo me, la tenevano d'occhio, a Sua insaputa, strada facendo. Ovviamente, Lei non si è accorto di nulla. Anzi. Rientrato tra "gli infedeli" ha potuto portare qui un messaggio a favore del luogo dove è stato. Ma contro l'occidente: se ci pensa c'è un che di semplice e geniale.

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 20/09/2012 - 19:01

Magari non era una donna ma un travestito che vistosi perso, prima di essere scoperto è passato ai mezzi energici, riuscendo a scappare.

Nadia Vouch

Gio, 20/09/2012 - 19:49

Per #stock47. Anch'io l'ho pensato, che magari era un uomo travestito, nascosto sotto sembianze femminili. Però a volte, la forza della disperazione può dare a una donna una energia inattesa. Comunque sia, comprendo l'uso di un certo abbigliamento laddove ci sono vento, sabbia e temperature con forti escursioni termiche tra giorno e notte, come è nei deserti. Ma, non ritengo abbigliamento adeguato, anche se certe vesti hanno se di gusto un loro fascino, indossare nelle città, in assenza di eventi atmosferici avversi, spesse coltri a coprire le donne fino a renderle anonime e non riconoscibili.

Ritratto di venividi

venividi

Gio, 20/09/2012 - 20:07

Senta Pontalti, se le donne in Iran fossero così libere, a parte il fatto che il vecchio bacucco si è permesso di fare osservazioni pesanti su come si vestiva - cosa che in altri paesi nessuno si sogna di fare - perché allora la signora è scappata invece di aspettare la polizia ed esporre le proprie ragioni ? Il vecchietto l'avrà pure insultata e una reazione violenta è anche giustificata. Perché se l'è data a gambe ? Aveva forse fretta perché si bruciava il cibo lasciato sul fornellino ?

Raoul Pontalti

Ven, 21/09/2012 - 00:18

Chi non ha visto l'Iran e segue la propaganda anti iraniana non ci crede, ma in Iran le donne sono molto più libere di quanto non si creda e sono loro a dominare i propri uomini, non viceversa. Io personalmente ho visto le vecchie (in gran numero presenti presso i bazar e le moschee principali) redarguire le giovani per i loro comportamenti. Sono le donne le custodi della moralità e sono loro anche a dar la caccia alle prostitute occidentali (ucraine, moldave, etc) che corrompono i loro uomini (e tolgono loro un bel po' di soldi...) e a redarguire le turiste occidentali distratte che sui mezzi pubblici salgono dalla parte degli uomini (in Iran i posti sui mezzi pubblici sono separati per sessi: sui bus gli uomini davanti e le donne dietro, nei posti più comodi...) Per venividi: anche nel caso avesse avuto torto il religioso nel redarguire la donna la reazione di costei è stata comunque riprovevole anche sotto i nostri cieli e alla luce della nostra legge configura fattispecie di reato, la fuga è quindi ben comprensibile e ricorda poi che in genere le femmine, per istinto, rifuggono l'assunzione di responsabilità. Un aneddoto personale: allorché a Urmia (Orumiyyeh), appena entrato in Iran con la mia vettura, ero in attesa del rilascio delle targhe iraniane (indispensabili per chi si trattenga con il proprio veicolo per oltre otto giorni) mi misi ad osservare il brulicare umano del centro e anche come si svolgeva ed era regolato il traffico: non tardai ad assistere una serie di scenette che me parvero davvero singolari, tra le quali poliziotti che se ne andavano con la coda fra le gambe dopo aver avuto alterchi con guidatrici che si erano fermate per strada, lasciando l'auto a bloccare il traffico per fare un acquisto evidentemente urgente. Notai che gli uomini in genere erano ossequiosi nei confronti dei poliziotti, le donne no. Queste parcheggiavano tranquillamente in seconda e terza fila e quando il poliziotto arrivava mimando il gesto di redigere verbale di contravvenzione, le guidatrici in più occasioni, anziché ripartire immediatamente, mandavano a chiare lettere a quel paese l'incauto poliziotto il quale dopo aver minacciato sanzioni più gravi, forse anche l'ira divina (così mi pareva di capire dalla mimica e dal tono della voce) se ne andava senza aver elevato contravvenzione e senza che la donna avesse spostato la vettura. In quell'occasione mi sorse spontanea la domanda: ma che razza di regime dittatoriale è quello che consente ai cittadini (donne nella fattispecie) di mandare a quel paese i poliziotti? in realtà, come mi resi conto nel proseguo del viaggio, l'Iran non è sotto una dittatura, anche se non è retto ovviamente da una democrazia nel senso occidentale del termine e le donne comunque non si fanno sottomettere da chi porta i pantaloni magari con sopra una divisa. Un'ultima cosa voglio dire, ripetere anzi, qui: l'Iran è il paese più sicuro per le donne, la violenza contro di loro è eccezionale e inoltre l'Iran vanta un record ineguagliato anche da parte del Vaticano: l'unico paese al mondo dove non è mai stata violentata (almeno dai tempi della rivoluzione islamica) alcuna donna straniera. Tale informazione si rinviene anche su guide prodotte in Occidente da autori non filoislamici o filoiraniani.

Raoul Pontalti

Ven, 21/09/2012 - 01:29

per Nadia Vouch. Singolare la Vostra teoria sui pedinamenti polizieschi di cui sarei stato oggetto in Iran che non trova riscontro in alcun racconto anche a fosche tinte sul regime iraniano edito in Occidente e che riecheggia invece topoi attribuiti ai regimi comunisti ormai estinti. in ogni caso i pedinamenti (di cui ovviamente non mi sono accorto...) non mi hanno impedito di andare dove ho voluto nei modi e tempi da me scelti,i di pernottare dove ho voluto scegliendo all'ultimo istante il luogo di pernottamento (non ho mai fatto alcuna prenotazione alberghiera in Iran), di incontrare persone di qualsiasi ceto ed età e di parlare con esse (mi ero invece imposto, a scopo prudenziale e secondo uno stile che io adotto sempre nei miei viaggi in Oriente e nel Caucaso quando non sono accompagnato dalla mia donna, di evitare di interpellare soggetti di sesso femminile, ma tale autoimposizione saltò ben presto perché a interpellarmi spesso erano le donne, talvolta equivocando sulla mia nazionalità). Di più: la metà dei miei pernottamenti in Iran mediamente la trascorsi in tenda per due motivi (trascurando l'ovvietà che disponevo di tenda montata sul tetto del veicolo): la difficoltà, specie all'ultimo momento, di reperire alberghi che accettassero il mio cane (impresa disperata in Iran anche se non impossibile in assoluto come io stesso ho dimostrato e comunque costosa perché con il cane il pernottamento mi costava tre volte e anche più dell'ordinario) e la possibilità di campeggiare ovunque, anche nei parchi pubblici cittadini e persino sui marciapiedi di certe vie di città balneari o termali sovraffollate di turisti (come la città termale di Sareyn vicino ad Ardebil dove passai le acque per qualche giorno e alternai pernottamento in albergo a prezzo maggiorato di cinque volte per il cane a pernottamenti in tenda sul marciapiede in mezzo a tende di studenti (e studentesse!) che però avevano in uggia il mio cane (contraccambiati da ringhi...). Anche la mia scelta di campeggiare e con decisione all'ultimo minuto mal si conciliava con un pedinamento, anche discreto, da parte della polizia segreta iraniana. La polizia intervenne solo una volta a impormi dove campeggiare e fu in Luristan, regione celebre per i sui ladri (nei centri urbani) e per i suoi briganti (nelle campagne), perché ritenne che il luogo da me scelto non fosse acconcio e non volendo che ad un turista ,occidentale capitasse di subire furto o rapina mi costrinse a issare la tenda, in assenza di alberghi in quella località nei pressi di Furazabad, davanti ad una stazione di polizia situata in mezzo ad un parco pubblico. Vi racconto l'aneddoto relativo a quel pernottamento: arrivato al luogo indicatomi dalla polizia mi fermai parcheggiando due metri avanti alla vettura dei poliziotti mentre questa si trovò esattamente di fronte al patio antistante l''ingresso della stazione di polizia. Lì, per il caldo eccessivo negli uffici, era stato installati un tavolo con delle sedie e alcuni poliziotti sedevano così nel patio e potevano ben controllare in primo luogo la loro vettura (e anche la mia) parcheggiata a non più di tre metri di distanza. Con somma sorpresa vidi che l'autista prima di raggiungere il tavolino chiuse a chiave la vettura della polizia e controllò tutte le serrature compresa quella del bagagliaio, mentre io avevo ovviamente lasciato la vettura aperta Non tardai a comprendere il motivo di siffatta prudenza: un ragazzino si avvicino furtivo e tentò di aprire la portiera della macchina della polizia dal lato opposto a quello visibile dai poliziotti. Non se ne sarebbe accorto nessuno, nemmeno io che stavo fumando in piedi a pochi metri e dal lato dove agiva il ladruncolo, se non fosse scattato il mio cane abbaiando (per fortuna era legato per sicurezza alla scala della tenda!). I poliziotti non intervennero limitandosi ad inveire all'indirizzo del minore (dai nove agli 11 anni di età all'apparenza). Davvero un paese di ladri il Luristan, dove i ragazzini girano di notte fino alle ore piccole e tentano ogni genere di furti, anche ai danni della polizia. RassicurateVi Donna Nadia, non fui pedinato ma solo una volta "protetto" e forse a ragione...

Nadia Vouch

Ven, 21/09/2012 - 10:36

Per #Raoul Pontalti. Le rispondo brevemente. Chi asserisce che:" Le femmine per istinto rifuggono l'assunzione di responsabilità", può senz'altro trovarsi a proprio agio in determinati contesti. Quante chiacchiere Pontalti, per raccontarci un viaggio come un provinciale qualsiasi, atteggiandosi a grande esploratore. E poi dicono che a chiacchierare son le donne! (ops! Ma Lei, Pontalti, le chiama "femmine", giusto?).

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Ven, 21/09/2012 - 10:39

churchill lo sta facendo gia' il governo italiano ricevendo in cambio dei giovani militari italiani di ritorno dentro a dei sacchi di plastica ,perche' invece di parlare non vai tu come volontario? lo so con la pelle degli altri si e' tutti coraggiosi come la Voug o come si chiama..

cgf

Ven, 21/09/2012 - 13:41

@Raoul Pontalti passato molto tempo dall'ultima volta in Iran, vero? Non è che si chiamasse ancora Persia?

Ritratto di gian td5

gian td5

Ven, 21/09/2012 - 14:12

Il "religioso musulmano" deve essere in qualche modo parente del nostro ex presidente Scalfaro, anche lui faceva il pubblico moralizzatore.

Ritratto di gian td5

gian td5

Ven, 21/09/2012 - 14:26

Pontalti, o come ti chiami veramente, ma ti hanno invitato anche ad assistere alla lapidazione di qualche adultera, quella sarebbe stata una testimonianza da riportare in europa! p.s. io in quei posti ci sono stato veramente e per entrarci ho dovuto buttare il passaporto perché avevo un visto di ingresso in Israele, con quel visto nei paesi arabi non si entra, alla faccia della libertà!

Raoul Pontalti

Ven, 21/09/2012 - 22:19

gian td5 Io mi chiamo veramente così, non ho omonimi e se vuoi mi puoi contattare al seguente indirizzo: raoul.pontalti@brennercom.net. Non ho assistito a lapidazioni di adultere perché queste eventualmente vengono impiccate in Iran. Ancora una precisazione: non tutti i paesi arabi negano l'ingresso a chi abbia visto israeliano sul passaporto. L'Iran non è paese arabo ma da qualche anno ha introdotto il divieto d'ingresso per i possessori di visti o passaporti israeliani mentre Israele vorrebbe aggiungere l'Iran alla lista dei paesi in cui ai cittadini israeliani, utilizzando passaporto di altra nazione ovviamente, è vietato entrare perché paesi nemici, ma vi sono dei problemi connessi con i pellegrinaggi alla tomba di Esther e Mordechai. Qust'ultima è visitata da ebrei provenienti da tutto il mondo che si recano a Hamedan appositamente e non subiscono alcuna discriminazione (a Hamedan vive una fiorente comunità ebraica). La querelle è di natura politica e non religiosa o razziale. Gli Ebrei vivono tranquillamente in Iran e dispongono oltre che di sinagoghe, anche di scuole ebraiche, ospedali ebraici, periodici ebraici e sono rappresentati come minoranza religiosa al Majlis (Parlamento iraniano). Da quel che ho potuto apprendere dalla loro stessa voce, gli Ebrei iraniani non sono particolarmente amati dalle altre popolazioni iraniane (l'Iran è multirazziale e multiculturale oltre che multireligioso), ma sono rispettati e la loro comunità è garantita e in generale non condividono affatto la politica estera dei loro correligionari in Israele. Con il custode della tomba di Esther e Mordechai in particolare (parlava un ottimo francese) parlai a lungo, e ancora lo ringrazio per sua squisita cortesia, e potei apprendere molte cose relative alla locale comunità ebraica. In quei posti ci sei stato: anche in Iran? e non Ti sei accorto che non è arabo? anche se il farsi (o persiano moderno) si scrive in caratteri arabi?