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Ad Hama, la città dove ieri ancora una volta il tiranno Bashar Assad ha fatto reprimere nel sangue la rivolta, non hanno mai dimenticato che il leader siriano è figlio di Hafez al-Assad, il precedente capo del regime, che nel 1982 inviò le truppe nella città 200 chilometri a nord di Damasco, per soffocare il dissenso allora guidato dalla formazione sunnita dei Fratelli musulmani, rei di aver organizzato un attentato, fallito, contro di lui. La città vecchia, che era la roccaforte del movimento islamico, fu rasa al suolo e il bilancio dell’intervento dell’esercito fu di decine di migliaia di morti: 20mila è la cifra rimasta alla storia, ma secondo alcune fonti furono molti di più, fino a 30mila su una popolazione di 350mila. E oggi la città è cresciuta, conta circa 800mila abitanti, ma il vento della rivolta spira ancora forte: sin dall’inizio Hama è stata uno degli epicenti della protesta contro l’erede del massacratore.