Le Pussy Riot restano in carcere: nessuna clemenza

Nessun atto di clemenza per le Pussy Riot. Anche la richiesta di scarcerazione di Nadia (Nadezhda Tolokonnikova), la leader della band, è stata respinta; proprio come, pochi giorni fa, i giudici avevano rigettato un'identica richiesta da aprte di Maria Alyokhina, un'altra componente del gruppo che si trova in carcere a Perm, negli Urali. Le Pussy Riot dovranno quindi scontare interamente la loro condanna a due anni per la «preghiera punk» contro Putin messa in scena l'anno scorso nella cattedrale di Mosca.
Sia Maria sia Nadia hanno rifiutato di dichiararsi colpevoli dei reati contestati (teppismo e istigazione all'odio religioso), il che probabilmente è costato loro un atto di clemenza da parte dei magistrati russi.

Commenti
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serjoe

Sab, 27/07/2013 - 11:06

Le Pussy non hanno ancora finito il corso di taglio e cucito e quindi non potevano essere rilasciate prima di aver imparato un mestiere utile col quale guadagnarsi da vivere onestamente.

andrea24

Sab, 27/07/2013 - 18:28

Giusto ricordare anche le recentissime celebrazioni dei 1025 anni dalla conversione al cristianesimo della Russia.