Quei politici, filosofi e cantanti divisi tra amore e odio per la Thatcher

Non solo lodi per la Lady di Ferro. Da Kohl: "Mi ha sempre dato mal di testa" a Chirac: "Che cosa vuole, questa casalinga? Le mie palle su un vassoio?", ai cantanti che volevano che morisse

“Odio gli estremi di qualunque tipo”, chiosava Margaret Thatcher, citando come esempio il comunismo e il Fronte Nazionale. Eppure la Lady di Ferro ha contribuito a crearne parecchi, di questi estremi. Almeno per quanto riguarda l'opinione che politici, artisti, filosofi e cantanti avevano di lei. Perché Maggie la si amava o la si odiava. Non c'erano vie di mezzo.

"Era una tigre circondata da criceti", sosteneva il politico conservatore britannico John Biffen. "È la più grande donna inglese vivente", ha sentenziato il famoso giornalista inglese Charles Moore. Per il laburista Tony Benn, "i Primi Ministri che si ricordano sono quelli che pensano e insegnano, e non molti lo fanno. La signora Thatcher ha influenzato il pensiero di una generazione".

Ancora più encomiastico il giudizio del giornalista della BBC, Brian Walden: "Il suo punto di forza era la sua volontà di ferro. Non ho mai conosciuto una come lei in politica e ho conosciuto pochi politici nel mio tempo in vari paesi. Era molto tosta, e ciò richiede coraggio e avrebbe potuto usarlo con te. Tutto ciò che richiedeva sensibilità, non poteva, non ne aveva". "Per noi non è la signora di ferro. Lei è la cara signora Thatcher", affermò il politico cecoslovacco Alexander Dubček.

Ma se c'è chi la adorava, c'è anche chi proprio non la sopportava. "Si comporta con tutta la sensibilità di un Boa constrictor affamato di sesso", sostenne il politico britannico Tony Banks. Per lo scrittore e drammaturgo Danny Morrison "è la più grande bastarda che abbiamo mai conosciuto". "Ha una voce paternalistica e i vestiti ordinati e ben curati, i capelli confezionati insieme in un modo che non è proprio volgare, proprio "bassa". Mi riempie di una sorta di rabbia", denunciava la filosofa Mary Warnock. "Mi ha sempre dato mal di testa", confessò Helmut Kohl. "Che cosa vuole, questa casalinga? Le mie palle su un vassoio?", si infuriò l'allora primo ministro francese Jacques Chirac durante i complessi negoziati per una politica agricola comune. Più dura l'opinione del conduttore e umorista inglese Jonathan Miller: "Nauseante, ripugnante in quasi ogni modo".

Più o meno sulla stessa linea il cantante Steven Patrick Morrissey: "Mi viene la nausea quando vedo il Papa che fa tutte questa prediche pompose sugli armamenti atomici e poi prende il tè con Margaret Thatcher. Per me è ipocrisia totale". Nella canzone "Margaret on the Guillotine" degli Smits, Morrissey arrivò a immaginare uno scenario da rivoluzione francese e a desiderare la dipartita della Thachter: "Ti prego, muori", era il verso incriminato. Negli anni del suo governo, si annoverano altre canzoni contro la politica liberista e le privatizzazioni della Thacther. Da "The Fletcher Memorial Home" dei Pink Floyd a "Tramp the Dirt Down" di Elvis Costello passando per "Black Boys on Mopeds" di Sinead O'Connor.

Ma ci sono anche cantanti che hanno apprezzato l'operato della Thatcher. Come Geri Halliwell (una delle Spice Girls) che parlò della Thatcher in questi termini: "La prima Spice girl, vera iniziatrice del Girl power, il potere alle ragazze". Infine, non si può non citare la battuta pronunciata da Silvio Berlusconi che fece infuriare la stampa britannica. Era luglio del 2007 e l'allora capo dell'opposizione a chi gli chiedeva di Margaret Thatcher, rispose: "Se fosse stata una bella gnocca, me ne ricorderei".