Quella coppia che imbarazza i Clinton

Weiner, candidato sindaco a New York, e la moglie Huma (assistente di Hillary) si sono paragonati ai due mentori dopo uno scandalo sessuale. E loro sono "furiosi"

Hanno detto che sono furiosi. Hanno detto che sono lividi. Hanno detto che, più amorevolmente, sono «preoccupati». Per la sorte e i sentimenti di un'amica, si intende. Il fatto è che i Clinton, Hillary e Bill, non sopportano di essere associati ai Weiner, Anthony e Huma, cioè uno dei candidati democratici a sindaco di New York e la moglie, la Abedin, assistente e amica da anni di Hillary.

I problemi sono due. Primo: Weiner si era dimesso due anni fa da deputato perché smascherato a spedire foto di parti troppo intime del suo corpo a ragazze conosciute sul web. Quando ha annunciato il ritorno in campo c'è stato entusiasmo per questo peccatore redento. Fino a che, pochi giorni fa, si è scoperto che in questi due anni di penitenza Weiner ha continuato a spedire immagini impubblicabili e messaggini sexy a giovani amanti internettiane, e tutto il castello è crollato. Non è solo un imbarazzo per i democratici. Weiner ha cominciato la campagna citando Bill Clinton, dicendo che gli elettori l'avrebbero perdonato e votato, come gli americani hanno perdonato e ri-adorato l'ex presidente. È stato lì che dalle parti di casa Clinton, secondo il New York Post, è circolato l'aggettivo «furiosi».

Il secondo problema è che accanto a Weiner (per Politico ormai «diventato una barzelletta nazionale») c'è sempre stata Huma. Dopo l'onta e le dimissioni, durante i due anni d'ombra, sul palcoscenico del ritorno e anche su quello della nuova, inarrestabile gogna. Huma con gli occhi bassi, col microfono in mano, non - dice chi le è vicino - per «stare accanto al suo uomo», bensì «per se stessa». Nello staff dei Clinton, questa posizione non è ben compresa. Si è detto che fossero «lividi» per l'accostamento di Huma a Hillary, due mogli che hanno perdonato e resistito («Come osano? Hillary è stata la first lady, è stata una senatrice, è stata segretario di Stato» e, al di là delle cariche, effettivamente, una moglie cornuta che non ha mollato il marito, anzi, ma questo genere di considerazioni per l'entourage dei Clinton è da destinare all'oblio). Così però sembrava che si pensasse troppo alla Casa Bianca, alle elezioni del 2016, all'immagine di Hillary e insomma, si sarebbe passati per ambiziosi a un livello eccessivo perfino per i Clinton, e per insensibili di fronte al dramma familiare e personale di un'amica. Perché Huma e Hillary si conoscono da anni, la Abedin ha gestito i viaggi durante la campagna del 2008, è stata l'assistente numero uno del segretario di Stato, è tuttora sua consigliera e dovrebbe occuparsi del suo team «di transizione» (in teoria verso la Fondazione Clinton, in pratica verso la corsa del 2016?).

Così ora le voci lasciate trapelare da chi è vicino ai Clinton dicono che sono «preoccupati», che temono per Huma, per le sue scelte, per ciò che la aspetta non solo a casa, ma soprattutto sui media. Non ci sarà pietà per Huma, la stampa e le tv stanno già massacrando Weiner e presto anche la moglie finirà triturata. Il marito ha detto che non si ritirerà, ma è crollato nei sondaggi per le primarie democratiche: era in testa col 26% di preferenze, ora è l'ultimo col 16%. Per oltre metà degli elettori (53%) dovrebbe ritirarsi e soprattutto lo pensano i vertici del partito, e i Clinton per primi, che non l'hanno mai appoggiato. Per fare capire tutto ciò a Huma, forse, il portavoce di Hillary, Philippe Reines, l'ha portata a cena l'altra sera a Washington. Non le ha parlato Hillary, che l'aveva definita la sua «seconda figlia»: lei è rimasta distante. Dicono che tutti «amino Huma fino alla morte», ma la morte sembra molto vicina, almeno politicamente. Dicono anche che tanto, fra poche settimane, le primarie saranno finite e si volterà pagina. In quella successiva, il nome di Weiner sarà già stato cancellato, quello di Huma Abedin è ancora un punto interrogativo.
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