Lonely Planet pensa al web: a rischio un terzo dei dipendenti

La celebre guida potrebbe perdere 80 posti di lavoro. La società: "Un investimento per il futuro"

In casa Lonely Planet non tutto va come dovrebbe. La più popolare guida turistica del mondo rischia di perdere pezzi - e non pochi -. Un dipendente su tre potrebbe essere lasciato a casa, eliminato dalle voci di budget che la casa editrice australiana può permettersi.

La società ha annunciato nei giorni scorsi un pesante piano di riorganizzazione aziendale, che prevederà una serie di esuberi. A quanto scrivono i quotidiani di Melbourne, un dipendente su tre sarà sforbiciato dall'organico. In termini numerici si parla di ottanta persone in meno.

Se il dubbio dei consumatori è che con questa mossa possa risentirne l'affidabilità della guida, l'azienda la vede esattamente all'opposto. "Questi cambiamenti - scrive in una nota - renderanno Lonely Planet ben posizionata per un successo continuo e per investire nel futuro in linea con la nostra eredità di 40 anni". L'idea di fondo è quella di puntare sul web, per confrontarsi con una concorrenza ben affermata, da Expedia a TripAdvisor.

Le guide Lonely Planet sono state acquistate a marzo dal gruppo statunitense NC2 Media, per un totale di 51,5 milioni di sterline. I fondatori, Tony e Maureen Wheeler, avevano speso nel 2007 ben 80 milioni in più. Le difficoltà si spiegherebbero tenendo conto tanto della crisi del mercato turistico quanto del ricorso sempre più frequente dei viaggiatori all'online.

Commenti

cgf

Lun, 22/07/2013 - 17:37

Le loro guide, le poche volte che le ho consultate per il S.E.Asia le ho trovate approssimative, datate e in alcuni casi era evidente che chi ha scritto non era mai stato sul luogo. Nell'era di internet non si vive più di rendita. Fare una riedizione non significa solo ristampare.