Sarkò difende Fillon e spiega alla Francia la svolta a destra

Nicolas Sarkozy ha spiegato ieri ai francesi, in diretta televisiva, a reti unificate, la sua road map per gli ultimi 18 mesi al potere. Ha raccontato al pubblico il significato del rimpasto di governo appena portato a termine. Dall’Eliseo, per due ore e mezza, ha riposto alle domande di tre giornalisti. Le scelte del passato, nella prima parte della lunga intervista, hanno rubato la scena al futuro della nuova squadra di governo. A lungo il presidente francese è stato investito dalle domande dei giornalisti a proposito della riconferma del suo primo ministro, Fraçois Fillon. Il premier e Sarkozy sono due leader agli antipodi. I giornali francesi e la stampa internazionale hanno a lungo parlato di questa relazione particolare, in cui un freddo ma pugnace primo ministro lavora quotidianamente, e non senza screzi, con un presidente iperattivo e molto mediatico. Sarkozy ha difeso senza esitazioni la sua scelta e il suo rapporto con Fillon. L’ho riconfermato, ha detto «perché ho grande fiducia in lui». «È molto competente». Alla domanda di uno degli intervistatori, se avesse scelto Fillon con entusiasmo, Sarkozy ha risposto: «Con entusiasmo? Direi con convinzione. Un presidente non fa le scelte per entusiasmo o per capriccio, le fa nell’interesse generale. La domanda era, in quel momento, chi fosse il miglior primo ministro per la Francia. Ed era François Fillon».
Sarkozy ha ammesso che la nuova squadra può essere definita, come ha già fatto il suo primo ministro, «un governo di combattimento, combattimento a servizio della Francia». Ho ridotto del 30% il numero dei ministri, ha spiegato. Ma non si tratta, secondo il presidente, di «un esecutivo partigiano», ancorato soltanto a destra.
Dagli schermi tv, il presidente francese ha difeso la riforma delle pensioni appena varata dal suo governo, nonostante la grande opposizione dei sindacati, della sinistra e delle associazioni di studenti e di lavoratori. È vero, ha ammesso, in strada a manifestare c’erano i giovani, «ma molti di loro vivranno anche fino a 100 anni» nel futuro prossimo. Impossibile, quindi, non alzare l’età minima pensionabile. Sarkozy ha difeso poi la sua immagine, definendo «normale» un calo di popolarità del presidente in tempi di crisi economica, dalla quale, ha spiegato, la Francia sta uscendo prima degli altri Paesi.