Se il dolore e la paura fanno nascere nuovi eroi

Fortunato il Paese che non ha bisogno di eroi, diceva Bertolt Brecht, e forse un po' di ragione ce l'aveva. Nel senso che sono le situazioni drammatiche a generare eroi, e senza drammi si vive certamente meglio. Volendo cercare un aspetto non negativo nella tragedia di Boston, tuttavia, uno è proprio quello dell'emergere di persone che hanno dimostrato coraggio e determinazione nel momento della massima difficoltà. L'America può vantare oggi diversi nuovi eroi, molti dei quali sconosciuti. Ma alcuni di loro hanno raggiunto la notorietà attraverso i media e le loro storie meritano attenzione e rispetto.
È il caso di Jeff Bauman, il giovane che mezzo mondo ha visto all'indomani dell'attentato in una fotografia davvero drammatica, seduto su una sedia a rotelle con le gambe straziate e il volto pieno di sangue. Bauman ha dovuto subire l'amputazione al ginocchio di entrambe le gambe, ma questo non gli ha impedito di mantenere una straordinaria lucidità e di rendersi utile agli investigatori, fornendo agli agenti dell'Fbi una descrizione di uno degli attentatori, Tamerlan Tsarnaev.
Chris, il fratello di Jeff, ha raccontato che due minuti dopo essersi risvegliato dall'operazione che lo ha trasformato in un mutilato, il giovane ha chiesto carta e penna e ha scritto una frase: «Borsa, ho visto il ragazzo, mi ha guardato negli occhi».
Gli agenti hanno capito di avere per le mani un testimone prezioso, e lo hanno interrogato. Jeff Bauman, nonostante fosse in terapia intensiva, ha così cominciato a raccontare, riferendo ricordi precisi che l'esplosione dell'ordigno e il trauma fisico subito non erano riusciti a cancellare. «Ha detto di aver visto un uomo con un berretto da baseball in testa - ha riferito Chris -, occhiali da sole e un giubbotto nero sopra una felpa con cappuccio che poggiava a terra una borsa due minuti prima dell'esplosione. Poi ha spiegato che l'uomo l'aveva guardato negli occhi ed è stato in grado di aiutare l'Fbi a ricostruire il suo identikit. Analizzando i filmati a disposizione, gli agenti sono così riusciti a identificare Tamerlan Tsarnaev.
Se Jeff Bauman ha contribuito in modo decisivo alle indagini, Tom Barrett si è meritato sul campo la qualifica di eroe con la più classica delle azioni: ha salvato la vita a un bambino. Barrett è un poliziotto di Boston e il suo gesto è stato immortalato dalla copertina di Time. Un gesto molto americano: l'uomo in divisa corre a tutta velocità con in braccio un bambino insanguinato, tenendolo come se fosse un pallone da football. «Qualcuno mi ha messo il bambino in mano tra il fumo e le urla. Non sapevo chi fosse e quanto male stesse. Ho cominciato a correre verso la tenda medica oltre la linea del traguardo, non c'era tempo da perdere. E ora penso a tutti quelli che senza star lì troppo a pensare si sono dati da fare. Sono tutti eroi».