Se l'Italia diventa «la porta dell'Iran»

di Fiamma Nirenstein

Onestamente, e con la convinzione che il ministro Emma Bonino, che è, per storia politica, pacifista, abbia gestito un ruolo di avanguardia per l'Italia nell'ondata di eccitazione che ha pervaso il mondo dopo il primo accordo fra l'Iran e i P5+1, vorrei suggerire un brivido profondo per tutti gli italiani quando un personaggio come il presidente iraniano Hassan Rohani dichiara che «l'Italia ha giuocato il ruolo di partner importante della Repubblica islamica ed è la nostra porta d'Europa». In realtà, se ci resta qualche senso della nostra storia e anche dei nostri interessi strategici, deve riempirci di sgomento l'idea che la storia potrà giudicarci per avere aperto una porta tanto pericolosa, e che non basta la speranza che l'Iran intenda davvero riunciare all'uso militare dell'atomo, quando l'attuale accordo, della durata di sei mesi, è da tutti, compreso gli Usa, visto come incerto e traballante. La questione iraniana non è soltanto quella atomica: siamo di fronte a un Paese problematico da ogni punto di vista, pericoloso per il genere umano perché guidato da criteri integralisti e imperialisti. È il maggiore esportatore di terrorismo su almeno tre continenti, fiancheggia e finanzia i peggiori assassini di Bashar Assad, è il burattinaio degli hezbollah, un'organizzazione terrorista che combatte per Assad e agisce in tutto il mondo. L'Iran è un paese che da quando Rohani è presidente ha giustiziato 400 persone, che impicca gli omosessuali e perseguita dissidenti e donne. Rohani è il presidente che il leader supremo Khamenei, il capo che ha appena chiamato Israele «un cane rabbioso da eliminare» e ha fatto scandire ai suoi «morte all'America,» ha spinto avanti fino all'elezione. Dai tempi di Khomeini è uno dei più fedeli funzionari del regime. La stampa internazionale ha sempre amato definirlo un moderato. Rohani, quando nel 2003 l'Iran decise di nascondere lo sviluppo del nucleare e il missile Shahab 3 divenne operativo, era consigliere per la sicurezza nazionale. Ha dichiarato nel 2006: «Mentre parlavamo agli europei a Teheran, istallavamo parti degli impianti di Ishfahan». Non è forse giusto sospettare che stia facendo lo stesso mentre parla all'Italia?

Commenti

Edith Frolla

Lun, 23/12/2013 - 11:58

Al contrario è con grande soddisfazione che dobbiamo guardare ad uno sviluppo dei rapporti con l'Iran. Ne beneficerebbe l'asfittica industria italiana. L'Iran ha enormi commesse interessanti per le nostre aziende e dovremmo avere il buon senso di essere il primo Paese che, rinunciando alle sanzioni volute da uno sparuto ma potentissimo gruppo di pressione, se le accaparra. Quanto al paventato rischio Iran mi risulta che si affacci sul mediterraneo una nazione con centinaia di missili nucleari illegali puntati anche sulle nostre teste.

angriff

Lun, 23/12/2013 - 17:09

Toglietegli il fiasco a Fiammetta.

alberto_his

Lun, 23/12/2013 - 17:09

Fiamma, Fiamma, ma quando la finirai di scambiare i nostri interessi con quelli dei tuoi referenti? Oggi più che mai tenere le distanze è fondamentale. L'Italia mira a ritornare il partner europeo principale dell'IRI (anche sei i francesi si sono mossi prima avendo un sistema-paese decisamente più coeso) rinverdendo i rapporti, invero storicamente non sempre buonissimi ma commercialmente assai floridi, in essere da millenni tra le due genti. Tanto più la Repubblica Islamica sarà introdotta nei nuovi commerci e nel nuovo assetto mediorientale tanto più difficile sarà rimetterne in discussione il ruolo: se volete combinarne qualcuna delle vostre non avete tanto tempo. Altrimenti,e più ragionevolmente, rassegnati e scopri che si può vivere anche senza odio e paura.

killkoms

Lun, 23/12/2013 - 17:19

l'Italia prima della svolta voluta da un ministro degli esteri filoamericano era il 4° partner economico dell'iran,che rimane pur sempre uno stato canaglia! ma a me ha dato fastidio che un'atea razionale,radicale combattente di tutte le battaglie pannelliane,si sia messa lo chador per essere ammessa alla corte degli intolleranti islamici!ha praticamente "tradito" tutti i suoi principi culturali,rivelandosi solo un'affarista(che era anche una poltronaia l'avevo già capito da un pezzo)!

Ritratto di giubra63

giubra63

Gio, 26/12/2013 - 01:41

completamente d'accordo con Fiamma Nirestein ma in Siria gli anti Assad sono anche i seguaci di al-qaeda, non saprei con chi stare..

Ritratto di giubra63

giubra63

Gio, 26/12/2013 - 01:43

rimpiango la Monarchia iraniana, lo Sci° Mohammed reza Pahalavi faro dell'Iran, amico dell'Occidente, di Israele, e Sovrano progressista ed emancipatore delle donne.