Se nemmeno in vacanza puoi stare tranquillo

Ci vuole coraggio pure ad andare in ferie. Dal treno bloccato sotto la Manica al ponte di Agrigento: tre disastri sfiorati in poche ore

In treno. Potresti andare in vacanza in treno. Sono ventitre milioni gli italiani che lo prendono ogni estate per andare in vacanza, costi quel che costi, mica vorrai fare il diverso. Ecco magari all'estero se (ancora...) puoi. Sbagli. Perchè ti può capitare quello che è successo ieri: la navetta Eurotunnel Folkstone-Calais, 382 passeggeri a bordo, si è piantata sui binari che collegano, attraverso il tunnel sotto la Manica, l'Inghilterra alla Francia. Colpa della caduta di cavi di tensione. Così si sono create lunghe code alla stazione londinese di St Pancras, ritardi che non finivano mai e cancellazioni in ordine sparso. Quasi fossimo in Italia. Per distrarsi, in tempi incurabilmente social come questi, i flagellati del disservizio hanno postato le immagini dell'evacuazione dal tunnel come fosse la processione di sbarbate al concerto degli One Direction. Sono rientrati alla base inseguiti solo dalle malinconie, ma con un selfie da collezione.

Allora niente, si va in aereo. Ci sono centomila voli al giorno, mica sarà il tuo quello sfigato. Bravo. Bene che ti vada rischi di passare da facebook a youtube. Perchè l'immagine dell'aereo della compagnia argentina Aerolíneas Argentinas che attraversa la pista dell'aeroporto di Barcellona El Prat come un turista che vaga a casaccio per strada mentre un altro sta atterrando, sta facendo il giro del mondo. Fortuna che il pilota era russo e la rivoluzione, si sa, non russa. Collisione schivata di un niente. Mentre stava per toccare terra l'UTair proveniente da Mosca ha ripreso subito quota e smadonnando in cirillico ha chiesto alla torre una pista senza argentini dove atterrare e magari quel minimo in più di attenzione. Per i passeggeri da blocco della digestione le montagne russe finali, anche se provenienti da là. Li hanno immortalati, vivi, in un video che fa impressione solo a vederlo, ma che si presta, visto il lieto fine, alle esagerazioni del racconto ad uso e consumo degli amici. Non esistono più posti da dove si possa sparire senza lasciare tracce.

Okay, lascia stare, niente treno e niente aereo. Vai in macchina. Padrone del tuo destino e ti fermi quando vuoi. Devi azzeccare la statale giusta perchè sennò la strada che imbocchi capace che promette di non restituirti ritorno. Sempre ieri, lungo la 626, è venuto giù il viadotto Lauricella che collega Ravanusa e Licata. Due auto sono precipitate di sotto, ma non si sa come nessuno si è fatto nulla, altre si sono incastrate in una serie di incidenti a catena, ma sono rimaste lassù. Questione di un minuto e la vita prendeva un'altra vita. Cosa sia successo lo verificherà un'indagine della Procura di Agrigento, ma a naso non è così difficile da indovinare.

Se stai lì a guardare non vai da nessuna parte e non solo perchè il tempo è quello che è. Se la sfiga ti insegue non c'è rifugio che ti protegga, puoi affondare in crociera al largo dell'Isola del Giglio, essere travolto da un vaporetto mentre te ne stai tranquillo in gondola o battere la testa su un sasso mentre scii anche sei il pilota più veloce del mondo. Rischi se allunghi le notti con gli amici fino alla mattina o se incontri per strada equipaggi sbandati di ultras dell'asfalto. Di certo tre incidenti nel giro di un amen non mettono di buonumore le tue vacanze, soprattutto se sono low cost. Sono tempi tartassati. Ci vuole coraggio anche per andare in vacanza.