Siria, i ribelli marciano verso Damasco

L'esercito degli oppositori al regime: "La battaglia per la liberazione è iniziata". Cresce la paura per l'uso di armi chimiche. Annan a Mosca: "Serve soluzione pacifica"

In Siria è orma guerra civile. I ribelli al regime di Assad hanno detto di aver lanciato "la battaglia per la liberazione" di Damasco e che non si fermeranno fino alla conquista della città. "Andremo avanti fino alla vittoria", ha detto il colonnello Kassem Saadeddine, portavoce dell’Esercito siriano di liberazione, "Abbiamo portato la battaglia dalla provincia alla capitale. Abbiamo un piano chiaro per controllare tutta la città. Abbiamo armi leggere ma sono sufficienti. Aspettatevi sorprese".

Solo oggi sono state uccise almeno 45 persone e si diffondono voci secondo cui nel Paese sarebbero presenti diverse armi chimiche in mano alle forze governative. Dalla Casa Bianca all'Eliseo, sono molti quelli che chiedono lumi a Bashar al Assad, mentre l’inviato dell’Onu Kofi Annan incontra il presidente russo Vladimir Putin. Finora Mosca è stata il principale osteggiatore di un intervento armato delle Nazioni unite. Annan si augura quindi una soluzione pacifica del conflitto e che "le discussioni continuino e i membri del consiglio di sicurezza trovino formule accettabili che converranno a tutti".