Gli slovacchi scelgono un presidente milionario

Il presidente della Slovacchia per i prossimi cinque anni sarà Andrej Kiska, un imprenditore milionario e filantropo senza nessuna esperienza in politica

Bratislava - Il presidente della Slovacchia per i prossimi cinque anni sarà Andrej Kiska, un imprenditore milionario e filantropo senza nessuna esperienza in politica. Lo hanno deciso al ballottaggio oltre 1,3 milioni di elettori slovacchi consacrando Kiska, 51 anni, ad una vittoria netta con il 59,4% dei voti, mentre all'attuale premier socialdemocratico Robert Fico - considerato il favorito - sono andate il 40,6% delle preferenze.

Il trionfo di Kiska è, secondo gli esperti, un evidente segno della stanchezza degli slovacchi per la politica «incompetente, piena di scandali e di corruzione» praticata dai partiti tradizionali e della voglia di cambiamento. «Le elezioni sono state una sorta di plebiscito nel quale Fico ha incassato una sconfitta schiacciante da parte di un candidato che due anni fa nessuno conosceva», ha sottolineato l'analista politico Grigorij Meseznikov.

«Prometto di essere il presidente che unisce e motiva e che restituirà la fiducia nell'ufficio presidenziale e renderà umana la nostra politica. Sarò dalla parte di tutti gli uomini onesti», ha dichiarato Kiska dopo la sua elezione. Ingegnere di microelettronica, Kiska deve la sua fortuna a due società di credito da lui fondate nel 1996 e vendute nel 2006 per investire il denaro ricavato nella donazione Dobry Andel (Angelo buono) che aiuta famiglie in difficoltà, soprattutto quelle con bambini malati di cancro. Accusato da Fico di «usura», nonchè di appartenere alla setta Scientology, Kiska ha raccolto i votì di protesta contro il concentramento del potere nelle mani del premier socialdemocratico, il cui governo monocolore insediato nel 2012 gode in Parlamento della maggioranza di 83 seggi su 150.

Dalla sua parte si è schierata anche la minoranza magiara che in Slovacchia rappresenta il 10% dei 5,4 milioni di abitanti e non ha perdonato a Fico di aver formato il suo primo governo (2006 - 2010) insieme ai nazionalisti del controverso leader Jan Slota.

Gli analisti esitano nel classificare Kiska conservatore o liberale e gli attribuiscono un'etichetta «centrista», ma una cosa è certa: sarà un presidente europeista. Ha assicurato, infatti, che farà tutto per mantenere la Slovacchia al centro dell'integrazione europea senza però trasferire tutti i poteri a Bruxelles: si è detto contrario all'unificazione fiscale europea e al pagamento dei debiti altrui.