Stati Uniti, il Times punta il dito sulla raccolta di campioni di DNA

Migliaia di campioni negli archivi della polizia locale. Il quotidiano statunitense mette in guardia: poche regole e troppo poco chiare. Ma le forze dell'ordine non sono d'accordo: i risultati ci sono e gli archivi federali sono troppo lenti. Un nuovo grattacapo per l'amministrazione Obama?

Per l'amministrazione Obama lo scandalo datagate rischia di essere il grimaldello in grado di scardinare la porta dietro cui si celano una serie di atteggiamenti quantomeno dubbi. Dopo le rivelazioni rese da Edward Snowden, che hanno messo in imbarazzo Washington, raccontando al mondo di prism e del controllo che gli Stati Uniti esercitano sui dati che vengono messi online, il New York Times prova oggi a portare alla ribalta un'altra situazione simile e altrettanto insidiosa.

In un articolo pubblicato oggi, il quotidiano americano denuncia come sempre più spesso le forze dell'ordine locali stiano seguendo un iter in precedenza riservato a FBI e ai laboratori che compiono analisi collegate ai delitti, ammassando campioni di dna prelevati nel corso delle indagini, con o senza il consenso delle persone arrestate.

Nel solo database della polizia newyorchese, denuncia l'inchiesta del Times, attualmente si trovano i profili di 11mila sospetti, mentre 90mila sono conservati negli offici del procuratore distrettuale dell'Orange County californiana. Diverse le motivazioni, dalla lentezza del sistema federale di schedatura fino all'assenza negli elenchi di criminali di basso livello, con cui spesso le forze dell'ordine locali si trovano ad avere a che fare.

Se la pratica suscita perplessità in diverse associazioni, che si battono contro la schedatura di migliaia di campioni di dna, dall'altra parte le forze dell'ordine rispondono con i risultati ottenuti grazie ai database, che hanno permesso di identificare in molti casi i colpevoli di crimini che altrimenti probabilmente non sarebbero stati assicurati alla giustizia. A suscitare ulteriore perplessità la legge di alcuni stati, che consente alla polizia di prendere campioni non solo dei sospettati, ma anche - spiega il Times - dei proprietari di una casa rapinata.

Commenti
Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 13/06/2013 - 16:17

ma è la patria della libertà.....

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 13/06/2013 - 16:17

Liberiamoci dai "liberatori"

Ilgenerale

Gio, 13/06/2013 - 16:20

Tra l'altro non serve assolutamente a nulla, pochi sanno che il DNA e' già "falsificabile" , si può cioè replicare in laboratorio. In pratica se io volessi incastrare qualcuno mi basterebbe invitarlo a cena, poi prendo la forchetta o il bicchiere con cui ha cenato, lo porto in laboratorio specializzato , faccio estrarre il DNA , lo faccio replicare e me lo faccio mettere in una provetta all'interno di una soluzione sterile. Dopo di che mi basterà uccidere qualcuno che mi sta antipatico e versare il contenuto della provetta sulla vittima : due piccioni con una fava!!! Laboratori che lo fanno ce ne sono già in USA, ISRAELE e SVIZZERA, per 15mila dollari circa !

aredo

Gio, 13/06/2013 - 16:22

Il DNA viene raccolto per effettuare clonazioni umani. Esistono cloni umani da decenni.

linoalo1

Gio, 13/06/2013 - 16:28

Io sarei d'accordo che a tutte le persone che richiedono la Carta d'Identità Italiana vengano prese le impronte digitali ed un campione di DNA!Sai che aiuto per la Polizia?E poi,sarebbe anche un deterrente per i delinquenti!Una volta,non c'erano i 'computer' e le memorie di massa di oggi!Oggi,che finalmente potremmo dare una svolta positiva al controllo dei crimini,ci facciammo prendere da dubbi e da patemi d'animo che non dovrebbero esistere,di fronte ad una vita più sicura per tutti!Lino.

erasmo

Gio, 13/06/2013 - 16:32

Quando tempo fa consigliavo di leggere i libri di David Icke per poter capire come vanno veramente le cose in questo mondo, qualcuno ridicolizzò la faccenda. Purtroppo, leggendo i giornali e ascoltando i TG (!!!???), mi accorgo che lo scrittore inglese ha pienamente ragione: il controllo ormai è globale. E' in linea col programma anche la scarsa reazione dei media agli scandali che riguardano Obama. Se al posto suo ci fosse stato Bush avremmo visto il finimondo, ma Obama controlla sul serio tutto, anche la finta opposizione. Non dimentichiamo quello che ha fatto e continua a fare contro Berlusconi. Solo gli odiatori di professione non vedono la realtà, tanto è vero che credono alle bufale del fatto (di che sostanza?) quotidiano. E' finita.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Gio, 13/06/2013 - 16:36

aredo: me ne dica uno che possiamo incontrare. Speriamo non vadano a clonare i nostri politicanti inutili, ne abbiamo già abbastanza.

guidode.zolt

Gio, 13/06/2013 - 17:06

Lo stato è già in possesso delle impronte digitali di tutti i maschietti, la Polizia ha tutte quelle dei residenti le patrie galere, se avessero tutti i DNA sarebbe ottimo, è il costo dell'esame che frena questo fatto, e comunque non c'è la certezza matematica del 100% del risultato.

Ritratto di marforio

marforio

Gio, 13/06/2013 - 17:36

ma , da dire e che con il colorato l america si e´avviata al peggior comunismo , anzi peggio.

Raoul Pontalti

Gio, 13/06/2013 - 23:18

Ci fosse uno dei bananas tra i primi nove scaldati commentatori che avesse idea di cosa sia l'acido desossiribonucleico (americanamente ridotto a sigla come DNA anziché come ADN, un tempo usata nei testi italiani), dove lo si trovi e come lo si estragga e lo si riproduca ai fini investigativi! E così c'è chi farnetica di versamenti di DNA replicato per incastrare innocenti e così via. Bananas! Per fini giudiziari la ricerca, la replicazione e l'utilizzazione del DNA di un presunto colpevole deve essere fatta secondo determinate procedure che se non rispettate comportano la nullità degli atti compiuti e quindi l'inutilizzabilità degli stessi ai fini processuali, L'utilizzo di DNA "ballerino" può talvolta trovare utilizzo solo per scagionare un imputato, giammai per incastrare taluno. Di più: si dovrebbe utilizzare sempre il DNA solo per escludere la colpevolezza non per affermarla, posto che il DNA riproducibile in laboratorio praticamente è solo una parte dell'intero DNA e quindi è sempre possibile che una differenza con il DNA di confronto contenuta in una parte non analizzata esista, per contro una qualsiasi differenza vale a scagionare. Va detto poi che il DNA può considerarsi dal punto di vista dell'identificazione del soggetto alla stregua delle impronte digitali. Il problema reale riposa quindi nelle motivazioni, modalità e fini della raccolta del DNA di un determinato individuo in primo luogo e in secondo luogo sulla riservatezza dei dati raccolti che devono servire esclusivamente per fini pubblici (sicurezza dello Stato, incolumità pubblica, etc.). In ultima analisi: così come per le impronte digitali il prelievo del DNA (che può farsi in modo non invasivo anche mediante tamponi nelle varie cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno e sui relativi escreti emessi spontaneamente) deve svolgersi secondo procedure legalmente determinate e conseguentemente attuate. Ignoro cosa stiano esattamente combinando negli USA in merito, ma la questione pare ricompresa, insieme con la vicenda delle intercettazioni generalizzate, nelle norme introdotte da Bush jr. per la lotta al terrorismo. Vigilare in merito è doveroso, stracciarsi le vesti mi pare eccessivo al momento.

silviob2

Ven, 14/06/2013 - 09:47

non è che per evitare problemi economici la Corte Suprema dichiarerà che il DNA non è brevettabile? Già fatto? Bravi, organizzazione perfetta!