STORICO RUSSO Critica l'annessione: perde la cattedra

Lo storico russo Andrei Zubov, che aveva paragonato l'occupazione della Crimea da parte della Russia all'annessione dell'Austria, dei Sudeti e di Memel da parte di Hitler in un articolo pubblicato sul quotidiano «Vedomosti» è stato licenziato dall'Istituto di Mosca per le relazioni internazionali che fa capo al ministero degli Esteri. In un comunicato pubblicato sul sito dell'ateneo, si sottolinea che Zubov «ha consapevolmente e ripeturamente violato» i regolamenti di comportamento interni. Lo storico aveva denunciato di essere stato convocato dal vicerettore, che gli aveva suggerito di dimettersi.

Commenti

nino47

Mar, 25/03/2014 - 08:40

Niente paura Zubov! venga in italia. Qui i critici diventano tutti dei guru dell'informazione. C'e' sicuramente qualche talk show che l'aspetta. Solo l'avverto : con l'aria che tira qui da noi le sue critiche deve rivolgerle altrove....

buri

Mar, 25/03/2014 - 11:13

il confronto non rege, l'Austria, i monti Sudeti e la città di Memel, benché popolate da gente di lingua tedesca, non erano mai state parti dell'impero germanico, la Crimea invece è sempre stata parte, prima dell'impero russo e poi dall'URSS, è passata all'Ucraina come regalo fatto da Krucev una sessantina di anni fa, e come ha dimostrato il referendum quel passaggio non è stato gradito alla popolazione

mila

Mar, 25/03/2014 - 13:34

Mi sembra giusto. La Russia non e' l'Italia, dove chi non fa altro che gettare fango sul proprio Paese e danneggiare i concittadini, quelli che lo mantengono con le tasse, e' intoccabile, anzi, fa carriera.

Raoul Pontalti

Mar, 25/03/2014 - 15:08

buri la storia l'ha imparata sui fumetti che acquistava per corrispondenza e i numeri relativi alla storia del Sacro Romano Impero, dell'Ordine Teutonico e dell'Impero austroungarico furono pubblicati in periodo di scioperi postali. Cominciamo da Memel che non era solo una città comprendendo anche un territorio (Memelland): occupato dal 1200 dai Cavalieri Portaspada (Schwertbrüderorden) un ordine cavalleresco germanico, con la confluenza di questo nel'Ordine dei Cavalieri Teutonici (Deutschritterorden) divenne parte del Stato Teutonico (Ordensstaat) dal 1328 fino alla secolarizzazione dell'ordine che diede luogo nel 1425 alla nascita del Ducato di Prussia. Con il Trattato di Melno del 1422 siglato dall'ancora esistente Deutscher Ritterorden con il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania furono stabiliti i confini riguardanti anche il Memelland nei confronti della Lituania che durarono fino al 1919 rappresentando i più stabili confini in Europa secondi solo a quelli dei Pirenei. La popolazione baltica originaria fu assimilata come nella restante Prussia orientale e quindi al momento della nascita del Ducato di Prussia era da tempo interamente germanica. Sui Sudeti buri confonde orrendamente i Sudeti montes degli antichi con il Sudetenland o Territorio dei Sudeti popolato da Tedeschi di Boemia, di Moravia e della Slesia austriaca e comprendente quindi territori eterogenei appartenuti storicamente al Regno di Boemia a sua volta facente parte del Sacro Romano Impero sin dai tempi dei Premislidi duchi di Boemia. Dal 1526 (battaglia di Mohàcs) la Boemia ebbe come sovrano un Asburgo fino al 1918 e quindi seguì i destini di quella casa imperiale e a seguito del Recesso dell'Impero entrò a far parte dell'Impero d'Austria. Sull'Austria basti ricordare l'etimo (Regno orientale) per comprendere come facesse parte dell'impero germanico da cui si distaccò per le note, ma non a buri, vicende storiche. Una confessione autobiografica: ogni volta che vado verso il Bosforo o verso l'Europa sudorientale faccio in modo di passare da Mohàcs per fermarmi sul luogo della battaglia che le forze cristiane persero contro i Turchi di Solimano il Magnifico e pregare dinanzi al monumento che ricorda la morte di Luigi II re d'Ungheria e di Boemia (annegato per la caduta da cavallo nel fiumiciattolo che scorre a pochi metri dal monumento). La battaglia di Mohàcs è uno degli eventi capitali della storia d'Europa perché segnerà il destino di intere nazioni per i secoli a venire, sia di quelle balcaniche sotto il giogo turco, sia di Ungheria e Boemia che entreranno nell'orbita asburgica.

Raoul Pontalti

Mar, 25/03/2014 - 15:13

Sulla polizia del pensiero ossia la repressione delle voci scomode: inaccettabile. Le Cassandre saranno antipatiche ma spesso ci azzeccano e in ogni caso hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero, specie se qualificato come quello di uno storico di professione come nel caso, tenuto altresì conto che siffatti pareri pur dissonanti con il pensiero dei decisori politici sono pur sempre utili ai medesimi decisori per valutare meglio le proprie scelte.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 25/03/2014 - 16:01

Per la Crimea alla Russia, si tratta di una restituzione, per altro invocata da quasi tutti gli abitanti.

Ritratto di Laura64

Laura64

Mer, 26/03/2014 - 13:05

Il Professore Zubov non ha perso il posto per aver detto quello o questo, c'è dell'altro! La Crimea con il referendum ha espresso in modo pacifico il desiderio di sentirsi parte della Russia....d'altronde anche Gorbaciov che tutti sanno bene non faccia parte del fan club di Putin, anzi lo critica sempre apertamente, ha dichiarato: " Il referendum in Crimea ha corretto un errore storico". Purtroppo non si possono fare parametri con la storia di altre nazioni, ogni nazione ha suoi usi, lingue, costumi e non possiamo decidere noi per i crimeani con chi vogliono vivere e con chi si identificano.