Sul sito di sesso scriveva: "Mi visiterai in cella?"

James Holmes voleva un'altra mattanza, disinnescata la casa piena di esplosivo

WashingtonPrima d'uccidere s'è tinto i capelli d'arancione e ora ripete alla polizia d'essere «Joker» l'allucinato, spietato nemico dell'uomo pipistrello. Ma nella sua geometrica, grottesca schizofrenia il 24enne James Holmes, alias Joker, assomiglia assai ad Anders Behring Breivik, il folle norvegese che fa strage di ragazzini sull'isola di Utoya dopo aver fatto esplodere un'autobomba nel cuore di Oslo. Certo nella strage del cinema di Aurora in Colorado manca l'odio di Breivik per i laburisti. Ma qui la politica conta poco. Conta «Guitar Hero», il videogame in cui «Joker» Holmes chiude la mente prima della strage. Così come le battaglie di «World of Warcraft» sono il rifugio per la psiche in fuga di Breivik. E poi c'è la metodologia parallela. Breivik per distrarre la polizia fa esplodere un'autobomba. James «Joker» invece vuole far saltare in aria il palazzo in cui abita. A quasi 36 ore dalla strage gli artificieri di Denver lottano ancora con l'intrico di cavi che collega una serie di bottiglie piene di misteriosi liquidi. «Non ho mai visto una trappola esplosiva come questa» - ripete Dan Oates, il capo della polizia di Aurora illustrando le foto riprese dal braccio meccanico penetrato nell'appartamento di 1690 Paris Street. Le bombe avrebbero ucciso chi avrebbe aperto la porta. Più delle foto inquieta il racconto Kaitlyn Fonzi, una biologa dell'università di Denver che vive nell'appartamento sotto quello di James. Campasse cent'anni non dimenticherà quella musica techno a manetta partita dallo stereo del piano di sotto a mezzanotte in punto di giovedì. «James prima non aveva mai dato problemi. Sono scesa per fargli abbassare il volume ed ho trovato la porta socchiusa. Ho bussato, ho pensato di entrare, ma qualcosa mi ha suggerito di non farlo. All'una di colpo la musica è cessata». Quando la musica finisce James Joker, inizia come Breivik, la vera strage. Come lui ha acquistato su internet le seimila cartucce per il mitragliatore Ar 15, per la Glock calibro 0,40 e per il fucile a pompa Remington 870 usati nel cinema mattatoio. Ieri tra le vittime, identificata anche una bimba di sei anni. Si sa che era pronto a colpire ancora. Come la bestia di Oslo anche il Joker di Aurora è un lupo solitario e silenzioso. «Sembrava un bravo Cristo, stava sempre chiuso in casa a studiare, non l'ho mai visto con un amico o con una ragazza» - ricorda Christine Mai, una 17 enne cresciuta nella villetta accanto alla casa di San Diego dove il «joker» assassino vive con i genitori fino al 2010. Lì studia fino al 2010 quando si laurea in neuroscienze con il massimo dei voti all'università di Riverside in California e si trasferisce a Denver per un dottorato. Ma le sinapsi sono già in tilt. A maggio James chiude con gli studi, fa rifornimento di munizioni ed esplosivi, investe in elmetto e giubbotto antiproiettile. Forse come il suo mentore norvegese, autore di un memoriale messo in rete prima del massacro, neppure James resiste alla tentazione di annunciare i propri piani.
La polizia di Denver scandagliando «AdultFriendFinder» - un social network d'incontri sessuali - s'è imbattuta nel profilo di un 24enne, soprannominato «ClassicJimbo» che assomiglia a James. Le foto del presunto joker con i capelli tinti di rosso, ripreso insieme a un'amica, sono accompagnate da richieste di «sesso casuale» e «veloce». E da un messaggio: «Mi visiterai in prigione?». Ma cercar di capire di James forse serve a poco. Forse come ricordano qui negli Usa, l'unico riferimento nella vita di Holmes era la frase pronunciata in un precedente episodio della saga di Gotham City. «Ci sono uomini che non cercano nulla di logico, come il denaro. Con loro non puoi discutere, né trattare. Non li puoi né comprare, né piegare, perché quegli uomini desiderano solo veder il mondo bruciare».