La terza vita di Hillary: farà la conferenziera

Esordio a Dallas il 24 aprile in attesa di decidere se puntare alla Casa Bianca. Supercompenso da 500mila dollari

New York - Dopo aver lasciato l'amministrazione Obama, Hillary Clinton farà il suo debutto ufficiale come conferenziera a pagamento il prossimo 24 aprile a Dallas nello Stato del Texas, dove due elettori su tre sono repubblicani. L'ex first lady ed ex instancabile segretario di Stato di Obama (ha visitato in 4 anni ben 112 Paesi diversi e percorso in aereo più di un milione e mezzo di chilometri) terrà il suo primo discorso di fronte alla platea del National Multi Housing Council, una potente associazione che raggruppa i più importanti e facoltosi agenti immobiliari degli States. Non si conosce ancora quale sarà il compenso, ma la cifra dovrebbe aggirarsi intorno al mezzo milione di dollari.

Lo scorso anno fu l'ex presidente George W. Bush ad essere invitato dalla lobby degli agenti immobiliari per la conferenza annuale e il suo compenso fu di «appena» 350 mila dollari. Negli anni addietro ricevettero lo stesso invito l'ex vicepresidente Al Gore, l'ex primo ministro inglese Tony Blair e l'ex segretario di Stato Colin Powell, ma il loro compenso fu inferiore ai 300 mila dollari. Non a caso Hillary è molto più popolare e ambita dell'ex presidente repubblicano Bush e di qualsiasi politico americano oggi in pensione, sia repubblicano che democratico. Non a caso il cachet per una sua conferenza all'estero, scrivono i giornali americani, si aggira sul milione di dollari. Inoltre Hillary sta già lavorando a un nuovo libro e avrebbe firmato un contratto da 6 milioni di dollari per quello che si preannuncia come un nuovo best-seller. Con il suo ultimo libro, uscito nel 1998, «It takes a village to raise a child», tra contratto e royalties per le oltre dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo Hillary incassò circa 8 milioni di dollari.

Ma a tenere banco sui media americani è il futuro di Hillary e la sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali del 2016. Attualmente è l'indiscutibile front-runner tra i democratici e sconfiggerebbe facilmente ogni repubblicano che aspiri alla nomination. Ma l'ex first lady ha sempre detto, per non bruciarsi in anticipo, che si sarebbe presa una pausa di riflessione prima di decidere se puntare o meno alla Casa Bianca. A suo discapito ci sarebbe l'età: ha 66 anni e se fosse eletta presidente guiderebbe la Casa Bianca a 70 anni. E poi Hillary ha una salute un po' cagionevole, è in politica assieme a suo marito Bill da più di 30 anni e non si è mai risparmiata.

È una superattiva, stakanovista e perfezionista. Come è noto, lo scorso dicembre riportò una trombosi tra il cervello e la parete del cranio, dietro l'orecchio destro, ma per sua fortuna non ebbe né un ictus né danni neurologici. Era un coagulo che ora cura con delle comuni pillole di Coumadin, conseguenza di una rovinosa caduta avvenuta, quando aveva sbattuto la testa nel suo appartamento di Manhattan, pochi giorni prima di Natale, per uno svenimento dovuto a disidratazione e fatica, perché colpita da un virus intestinale.