Tre condanne per l'omicidio di Leotta

È morto a 19 anni in Inghilterra dove era andato a perfezionare l'inglese e dove lavorava da pochi giorni in un ristorante. Ora giustizia è fatta per Joele Leotta, 19 anni, massacrato di botte mentre si trovava con un amico in un appartamento nel Kent. Dopo undici settimane di processo, tre cittadini di origine lituana sono stati dichiarati colpevoli per aver ucciso il 20 ottobre scorso il giovane, originario di Nibionno (Lecco). Aleksandras Zuravliovas, 26 anni, Saulius Tamoliunas, 24, e Linas Zidonis, 21, dovranno rispondere dell'omicidio di Leotta e del ferimento grave di Alex Galbiati, 20 anni, amico della vittima. Un quarto cittadino di origine lituana, Tomas Gelezinis, 31 anni, è stato invece prosciolto. Il giudice Philip Statman dovrebbe leggere proprio oggi la sentenza, dopo aver valutato ieri le eventuali attenuanti. I genitori della vittima si trovano ora nel Kent in attesa del verdetto. Secondo la stampa britannica, che riporta il processo, Leotta sarebbe morto per circa cento ferite in quella notte «brutale». Era giunto da soli sei giorni in Inghilterra e aveva subito trovato lavoro come cameriere in un ristorante italiano, mentre il giovane Galbiati faceva il lavapiatti. Secondo le ricostruzioni, la lite sarebbe nata per motivi di rumore. Il procuratore Philippa McAtasney, però, parlando con la giuria aveva detto: che i due ragazzi italiani non avevano fatto assolutamente nulla per provocare questa scellerata violenza e che «gli imputati si sono comportati come un branco di animali». Furono furono presi a pugni, calci e colpiti con «qualsiasi cosa fosse passata per le mani» degli aggressori.