IN TURCHIANiente borse di studio a chi protesta

Niente borse di studio in Turchia per i giovani che scendono in piazza a manifestare, cantando slogan: lo ha reso pubblico il Kyk, l'ente pubblico incaricato di aiutare finanziariamente gli studenti meno abbienti, riferisce «Hurriyet online». In una circolare resa pubblica questa settimana il Kyk precisa che coloro che si impegnano in azioni di «resistenza, boicottaggi, occupazioni, scritte o dipinti (in spazi pubblici), cantano slogan, o cose analoghe» non potranno ottenere borse di studio in quanto queste attività costituiscono una «violazione del diritto all'educazione». «Chi è coinvolto in azioni di anarchia, terrorismo, in atteggiamenti contrari al diritto all'educazione» sarà escluso dall'assegnazione delle borse, chiarisce il documento citato da «Hurriyet online». Il premier Recep Tayyip Erdogan, che dunque intende tacitare le rivolte scoppiate nel Paese, e non soltanto quelle studentesche, ha più volte denunciato come «vandali» e «terroristi» le decine di migliaia di giovani scesi in piazza negli ultimi due mesi per chiedere più democrazia e libertà. Decine di manifestanti sono stati arrestati nelle ultime settimane con l'accusa di appartenere ad una organizzazione terroristica, danni ai beni pubblici o attentato contro le istituzioni. Erdogan ha annunciato di recente che le guardie private nei campus universitari saranno sostituite dalla polizia.