Turista Usa detenuto in Corea del Nord: ora c'è il rischio della pena di morte

Sarà processato per crimini contro il regime. E rischia la pena di morte Kenneth Bae, il turista americano di 44 anni, che dall'anno scorso si trova in carcere in Corea del Nord. Ora è stato reso noto che sarà processato per «crimini» contro la dittatura di Pyongyang; crimini fra i quali, per esempio, avere fotografato alcuni bambini senza fissa dimora. Ad annunciarlo sono state proprio le autorità nordcoreane: una nuova dichiarazione ostile che arriva dopo settimane di minacce di lancio di missili e di attacchi alla Corea del Sud e alle basi americane nell'area, in un momento di rapporti particolarmente tesi con gli Stati Uniti.
Bae è detenuto dal 3 novembre scorso. Pae Jun-Ho, come è chiamato in coreano, viaggiava con altri cinque turisti ed è stato fermato nella città di Rajin. Secondo quanto riporta l'agenzia di stato della Corea del Nord, la Kcna, «nel corso delle indagini ha ammesso di aver commesso crimini» contro la Corea del Nord, crimini che «sono confermati dalle prove» e di «avere ostilità» nei confronti della «Repubblica popolare nordcoreana». La dichiarazione aggiunge anche che presto Kenneth Bae sarà portato davanti alla Corte Suprema per essere giudicato.

Commenti

nino47

Dom, 28/04/2013 - 09:51

...la prossima volta il turista andrà a farlo altrove!!!

nino47

Lun, 29/04/2013 - 11:24

...L prossima volta il turista andrà a farlo altrove!

Mario-64

Lun, 29/04/2013 - 13:39

Dove sono i marines? Non vedo i rangers e la delta force... visto che ,come dicono in tanti ,se i maro' fossero stati americani in due e due quattro li avrebbero liberati con un blitz...

Raoul Pontalti

Lun, 29/04/2013 - 18:39

Sottoscrivo il commento d Mario-64. Per il resto non credo che il turista rischi la pena di morte, a meno che non si tratti di un falso turista (classico caso: giornalista con visto turistico) e per giunta spione oppure un imbecille che si è inguaiato con reati gravissimi, altrimenti le ordinarie corbellerie del turista straniero come l'espressione di disprezzo verso il regime etc. possono essere anche punite con il carcere non con la morte.