Tutu invitato in extremis al funerale di Nelson Mandela

Johannesburg All'ultimo minuto evidentemente ci hanno ripensato. Non permettere all'arcivescovo Desmond Tutu di partecipare al funerale di Nelson Mandela oggi a Qunu, sua città natale, a una settimana dalla grande commemorazione di Johannesburg, sarebbe stato troppo disdicevole. Eppure fino a ieri sera la notizia era proprio questa: alla solenne cerimonia la sua illustre assenza sarebbe spiccata più dei cinquemila presenti. «Sarei stato molto felice di partecipare al servizio per l'ultimo saluto a qualcuno che amavo e mi era caro, ma non sarebbe stato rispettoso imbucarmi in quello che era stato presentato come un funerale privato di famiglia» - aveva detto Tutu - «se il mio ufficio fosse stato informato che ero il benvenuto non sarei mancato per nulla al mondo».
In molti avevano addebitato il mancato invito all'arcivescovo a una sorta di vendetta dell'African national congress (Anc), a causa delle dure critiche mosse negli ultimi anni dall'arcivescovo al partito di governo. Oltre all'Anc, Tutu non ha mancato di criticare anche la famiglia di Mandela, in particolare per le dispute giudiziarie che l'hanno vista protagonista negli ultimi mesi, durante la malattia dell'ex presidente sudafricano. Ma un portavoce ha escluso ogni coinvolgimento della famiglia negli inviti. I familiari «sono in lutto - ha detto - è lo Stato che si occupa di chi ci sarà o no. Non sono al corrente di alcuna esclusione».
Premio Nobel per la Pace, Tutu è sempre stato molto vicino a Mandela. Fu lui a dirigere la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, attraverso la quale Mandela offrì agli oppressori dell'apartheid l'amnistia in cambio della verità.