"La Urru non è libera"

Il gendarme mauritano che sabato i media locali sostenevano esser stato liberato insieme alla cooperante italiana, ha telefonato a casa dicendo di essere ancora in mano ai sequestratori

Gelo su Rossella Urru. Secondo quanto scrive la stampa della Mauritania la cooperante italiana non sarebbe stata liberata. Lo scrivono Sahara Media e Ani, le due testate che sabato scorso avevano annunciato la liberazione della giovane. Ieri, riferiscono le stesse fonti, la madre del gendarme Ely Ould Moctar avrebbe ricevuto una telefonata dal figlio nella quale si confermava che l’agente si trova ancora nelle mani dei sequestratori. E con lui la Urru. Si troverebbero in un’area imprecisata del Maghreb.

Due diverse versioni

Il "Movimento Unicità e Jihad nell’Africa dell’Ovest", una costola di al Qaida per il Maghreb islamico, in un comunicato si sarebbe rammaricato per la diffusione della notizia della liberazione, e inviterebbe i mauritani a fare pressioni "sul regime del presidente Aziz" per salvare la vita del gendarme "prima che sia troppo tardi". Il sito dell’Ani, invece, citando una fonte anonima nel nord del Mali, smentisce la liberazione del gendarme: "è falsa", aggiungendo poi che i "negoziati per la liberazione di Moctar, Rossella Urru e dei due cooperanti spagnoli sono ancora in corso", e che vi partecipano "elementi collegati all’Aqmi e al Movimento Jihad".

 

Commenti

labrador

Mer, 07/03/2012 - 12:40

pensiamo a riportare a casa i nostri militari, loro sono stati mandati dallo Stato italiano quindi ne siamo responsabili, chi va per i fatti suoi o per le no profit, ci pensino le organizzazioni per cui lavorano, si facciano delle sane assicurazioni e ci rimettano in proprio. Quando è partita sapeva dove andava e che poteva correre dei rischi, quindi non mi sembra giusto che a rimetterci siano sempre i "polli da spennare italiani" in parole povere mi dispiace ma il suo era un rischio da calcolare. Tra la sgrena,e le due simone, si è visto poi la riconoscenza che abbiamo avuto! soldi sprecati inutilmente ed una vita spezzata ingiustamente, quello che è successo in passato ci dovrebbe servire come esempio, ora a questo mio scritto ci saranno i soliti buonisti del cavolo, bravi solo sulla tastiera, avranno da ridire ma che per quanto riguarda i due marò li hanno già condannati senza nemmeno sapere cosa è successo veramente come da post apparsi i giorni scorsi.

Random64

Mer, 07/03/2012 - 12:49

sono perchè il governo liberi tutti gli ostaggi(anche se la farnesina sottolinea sempre le zone a rischio) ma il "servizio" DEVE essere pagato in comode rate..sopratutto se in zone già sconsigliate..

Ritratto di mvasconi

mvasconi

Mer, 07/03/2012 - 13:40

Idea: mandiamo la Sgrena in cambio... Concordo comunque con labrador: i privati od i membri di ONG e simili si affidino ad assicurazioni private...

Ritratto di bernardoone

bernardoone

Mer, 07/03/2012 - 14:41

Ma questa Rossella Urru, prima di andare in Algeria, non ha pensato che ci sono molte attività umanitarie da svolgere qui in Italia prima di andare a infognarsi all'estero nei paesi incivili? Evidentemente no. Allora perchè, ogni volta che rapiscono una di queste fanatiche forsennate, devono smobilitare l'Italia? Sei andata a cercarti i guai, hai voluto la bicicletta fregandotene del tuo paese, allora adesso pedala, ma senza sellino, come ti meriti.

unoqualunque

Mer, 07/03/2012 - 15:24

La lista dei rapiti nel tempo è lunga e odiosa, benché si dica, lo Stato ( noi ) abbiamo sborsato cifre da capogiro per portare a casa gli sventurati, sono nate associazioni, gruppi di sorveglianza e altro ancora, si sono stesi fiumi di parole e contributi sia governativi, della chiesa che altri enti, si è creato l'unità di crisi che prende in mano qualsiasi situazione che arrecano problemi ai nostri connazionali all'estero ecc. Fra i tanti è nato il popolo viola che ha messo un punto fermo alla sua lotta quello di riportare a casa la s.na Urru, ma non ho mai sentito nessuna associazione o altro ente difendere l'interesse dei due militari Italiani detenuti nelle prigione dell'India. A parere mio non possono coesistere Italiani privilegiati e Italiani cavie, non solo, per riportare a casa alcune persone rapite, tanti sanno che ci sono stati dei morti?, sia Italiani che lavoranti a servizio locali?. Quello che più mi disgusta è l'opacità di tutte le associazioni che non battono ciglio a difesa dei militari, non hanno inscenato manifestazioni che ricordasse la situazione mettendo a conoscenza dell’opinione pubblica la sceneggiata indiana, non hanno portato in piazza bandiere e bidoni vuoti per fare rumore, per attirare l’attenzione sull’odissea di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Tutto questo è avvilente.

morganaflo

Mer, 07/03/2012 - 17:02

Concordo con il signor Bernardoone,In Italia ci sono tanti bacini di sottosviluppo,se queste invasate vogliono pescare in quelli esotici,lo facciano a loro rischio e pericolo.

Variatio5

Mer, 07/03/2012 - 18:44

...ma non siete voialtri quelli che dicono "aiutiamoli a casa loro"?

aspide007

Mer, 07/03/2012 - 19:07

@- Colgo, per l'ennesima volta, l'occasione per ribadire un concetto, secondo il quale, lo Stato deve richiedere al cittadino che, violando leggi e regolamenti, si caccia nei guai, il recupero delle somme di denaro pubblico speso per riparare al danno, almeno nei seguenti casi: - spese sanitarie per lesioni riportate dai conducenti di moto e auto che si mettono alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o avendo abusato di sostanze alcooliche e dalle loro vittime; che non indossano cinture di sicurezza o cachi per i motociclisti;- per riportare a casa turisti che si recano, nonostante avvisati, nei Paesi a rischio o volontari che si recano a fare volontariato all'estero con organizzazioni non statali e vengono rapiti.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 07/03/2012 - 21:36

Un proverbio piemontese molto realisticamente, anche se forse egoisticamente, recita testuale: "La prima carità l'è cula 'd cà". Trad. "La prima carità è quella domestica". Non è il caso di esibirsi all'estero quando c'è tanto da fare in patria. Senza scomodare diplomazia e ... finanza dello stato.