Israele, contratti a mail turisti: "Violazione inaccettabile della libertà individuale"

Se qualcuno - per farci entrare in casa sua - ci chiedesse la password della nostra posta elettronica, lo manderemmo al diavolo

Se qualcuno - per farci entrare in casa sua - ci chiedesse la password della nostra posta elettronica, lo manderemmo al diavolo. I più rognosi potrebbero addirittura procedere con una denuncia per attentato alla privacy. Gli Stati, però, si fanno le leggi e se le cantano: se vuoi entrare dammi la password, se no vattene pure. È quanto si è stabilito in Israele, nel caso di «sospetti reali» su qualche aspirante visitatore: e pazienza se nella posta elettronica hai soltanto lettere d'amore, potrebbero celare il codice di chi sa quale cellula terroristica. Si tratta di una violazione insopportabile della libertà individuale, anche se per buoni motivi, anche se a metterla in atto è uno Stato dove i pericoli di terrorismo sono seri e quotidiani, anche se si tratta di una misura apparentemente inutile: è chiaro che, se io sono un terrorista, pulirò la mia posta prima di atterrare a Tel Aviv, o ti darò quella di un indirizzo innocente. I servizi segreti e i legislatori israeliani lo sanno benissimo e forse hanno escogitato un meccanismo simile a quello per cui, entrando negli Stati Uniti, dichiari di non essere iscritto a un partito comunista o di non essere stato nazista: nessuno, negli Usa, si aspetta che tu ti autodenunci, ma il giorno che dovessi incappare in qualche guaio, una dichiarazione falsa diventerebbe un'aggravante da pagare con l'espulsione perpetua o con anni e anni di galera. Il vero problema, dunque, è fino a che punto si può rinunciare alla riservatezza, quindi alla libertà, in favore della sicurezza. È sbagliato pensare che niente di simile potrebbe capitare anche da noi: chi avrebbe pensato, anni fa di non poter portare una bottiglietta d'acqua su un aereo? Allora, per cominciare, si eviti, possibilmente, di andare dove - a torto o a ragione, per sicurezza o per politica - puoi venire trattato, a priori, come un criminale.

www.giordanobrunoguerri.it

Commenti

pitagora

Ven, 26/04/2013 - 11:18

se a casa sua si presentasse uno sconosciuto con un atteggiamento sospetto di essere un criminale, Lei lo farebbe entrare? E' questo il paragone corretto. In ultimo, se si dovesse evitare di andare dove si è trattati male si dovrebbe restare nell'utero materno, e forse neanche lì. Pitagora

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 26/04/2013 - 12:08

Egregio Giordano Bruno Guerri, la sua analogia, di richiedere ad un individuo la sua posta elettronica per farlo entrare in casa propria, non è attinente bensì deviante e pretestuosa. La prima cosa da dire è che nessuno fa entrare in casa propria un emerito sconosciuto, senza motivi solidi dietro. Un parente, un amico, il rappresentante ufficiale di un istituzione o di un servizio ma MAI un emerito sconosciuto che vuole snasare liberamente casa nostra per turismo personale. Già solo questo squalifica la sua analogia come inesistente e pretestuosa. L’individuo avrà anche diritto alla sua libertà individuale, come dice giustamente lei, ma NON a casa mia, dove le regole le faccio io, e nessun altro ha il diritto di metterci becco e tanto meno piede dentro senza il mio consenso che, le ricordo, NON E’ DOVUTO ma basato solo sulla mia ALTRETTANTO LIBERA decisione personale. Se poi a casa mia ho subito furti, e attentati da estranei con scorrimento del sangue dei miei parenti o amici all’interno della mia casa, altro che chiedere solo la password della sua posta e-mail ! Come minimo lo ricevo con le armi in pugno e con una perquisizione corporale e lo tengo di mira sotto le armi per tutto il tempo che si aggira nella mia casa, ammesso che gli dia il permesso di farlo! Perciò non ci caschi dal pero o si finga una verginella violata nei suoi diritti inesistenti, in questo caso. Non capisco nemmeno perché si sia presa la briga di scrivere un simile pezzo giornalistico insensato, a difesa di diritti altrettanto insensati a casa di chiunque sia! A voi giornalisti piace rigirare la frittata ma un conto è farlo per politica di arte e, un altro conto, da parte di un giornalista che le cose le dovrebbe rimettere in ordine e rese comprensibili alla gente normale e non imbrogliare la matassa su cose perfino ovvie. Non solo non è cosa logica e giusta ma lo trovo perverso e perfino malvagio.

MARCO 34

Ven, 26/04/2013 - 12:45

pitagora. Mi ha tolto letteralmente le parole di bocca. La penso esattamente come lei e non credo che siamo i soli

pitagora

Ven, 26/04/2013 - 14:44

mi scuso per l'insistenza, avevo dimenticato: a credere, o a far finta di credere nella privacy della rete è rimasto solo Grillo. Pitagora

alberto_his

Ven, 26/04/2013 - 18:13

Concordo con Giordano Bruno. Il controllo va ben oltre le necessità anti-terrorismo.

nino47

Sab, 27/04/2013 - 09:53

Giordano Bruno Guerri, non dica fesserie! Ogni stato ha il sacrosanto diritto e il DOVERE ( capisce. DOVERE, cosa che allo stato Italiano suona male per qualsiasi cosa!) di proteggere i propri cittadini, specie se è fatto oggetto continuo di attentati e razzi quotidiani da parte di vicini ed anche dai lontani su carta stampata!Certo per Lei, tipico italiota buonista ed islamizzato, suona male che qualcuno ti dica "se vuoi entrare a casa mia dimmi chi sei e cosa fai"! in italia si sà entra chiunque e sopratutto fà quel che gli pare...ma per chi ha le palle, cosa a Lei sconosciuta, forse è l'unico metodo per sapere con chi si ha a che fare e sopratutto per salvarsi il c....o! che è proprio quello che in Italia ci ritroviamo sfondato, grazie alla nostra liberalità ed atavico servilismo! Beh! sa cosa le dico? casomai Lei venisse a casa mia io la password gliela chiederò, altrimenti è chiaro, le dirò " se no vattene pure"...e considerando anche l'idea che lei possa essere un "rognoso"...mi denunci pure per "attentato alla privacy"!Cose da pazzi!!!

DonatoDS

Sab, 27/04/2013 - 18:17

Israele, contratti a mail turisti: "Violazione inaccettabile della libertà individuale" Ma che diavolo significa??? Chi fa i contratti a mail turisti??? E' troppo pretendere di capire???

Ritratto di Papapeppe

Papapeppe

Sab, 27/04/2013 - 18:28

Smisurata ammirazione per Israele, nella serietà con la quale si rapporta ad ogni potenziale pericolo, passato presente e futuro. Ha delle gran fandonie da propinare con questioni di diritto alla privacy, è un insana moda tutta italiana, di sciorinare diritti a destra e manca, col bel risultato che i diritti diventano armi in mano a chi delinquente, trova difronte solo pance molli. Scriva qualcosa di meno superficiale e pressappochista! Non è mica su "repubblica "....