«Volevano uccidere Obama» Due arrestati, uno è del KKK

Se non fosse una notizia arrivata nei dettagli dagli schermi dell'emittente americana Abc News, sembrerebbe la trama di una serie televisiva, sempre americana, quelle in cui i poliziotti infiltrano una cellula di terroristi e all'ultimo secondo impediscono l'esplosione di una potente bomba al passaggio del convoglio del presidente degli Stati Uniti.
Due persone sono state arrestate in America dall'Fbi, accusate di cospirazione per la fornitura di materiale terroristico attraverso armi di distruzione di massa. Il loro obiettivo sarebbe stato proprio il presidente Obama.
Glendon Scott Crawford, 49 anni, ingegnere alla General Electric, abitante dello Stato di New York, ha arruolato mesi fa il collega Eric J. Feight, 54 anni. Assieme hanno lavorato alla costruzione di un ordigno a raggi X capace di emettere radiazioni letali e di essere attivato a distanza. «Gli imputati tramavano per utilizzare questo ordigno contro vittime ignare che non avrebbero immediatamente realizzato di aver assorbito dosi letali di radiazioni il cui effetto dannoso sarebbe apparso soltanto giorni dopo l'esposizione», ha fatto sapere il Dipartimento di Giustizia americano. Per il procuratore generale Richard Hartunian, la scoperta della trama terroristica è per gli Stati Uniti un monito a rimanere vigili. Nei piani della coppia, il sistema avrebbe dovuto essere nascosto in un camion al momento dell'utilizzo. Durante gli interrogatori dell'Fbi i due avrebbero ammesso di voler usare l'ordigno contro obiettivi musulmani o politici americani di alto profilo. Uno dei target avrebbe potuto essere Barack Obama, ha fatto sapere Abc. I due vedono nel leader americano la causa della strage alla maratona di Boston. Il 15 aprile due fratelli di origine cecena hanno detonato due bombe all'arrivo della gara uccidendo tre persone. Quel giorno, in un sms, Crawford scriveva: «È colpa delle politiche di Obama». Il riferimento era all'entrata nel Paese di musulmani «senza controlli», spiegava. Gli agenti federali americani si sono accorti di Crawford e del suo complice in primavera. L'uomo avrebbe fatto visita allora a una sinagoga di Albany, sempre nello Stato di New York. Lì, avrebbe fatto domande su tecnologie capaci di uccidere «i nemici d'Israele mentre dormono». Abbastanza da far insospettire chiunque. E infatti, dalla sinagoga è partita la prima telefonata alla polizia, che da allora ha iniziato a seguire le tracce, e le comunicazioni, dell'uomo. I due ingegneri, che temevano di essere intercettati, usavano un linguaggio e nomi in codice: erano «Yoda» e «Dimitri».
Dalle indagini sono emersi altri dettagli preoccupanti. Crawford, un membro del Ku Klux Klan, avrebbe chiesto nel 2012 a uno dei capi locali del gruppo suprematista bianco danaro per appoggiare il suo piano. E anche questa volta, è partita una telefonata alla polizia. Da qui, la comparsa accanto a Crawford di due agenti dell'Fbi sotto copertura, infiltrati come membri del KKK a fianco del sospetto. E proprio i due avrebbero aiutato, fornendo materiale e tecnologie, a portare a termine la costruzione dell'ordigno che i due complici avrebbero voluto usare il prima possibile. Nei loro discorsi, il sistema a raggi X era stato definito una «Hiroshima su un interruttore della luce». Avrebbe dovuto essere azionato a distanza, attraverso l'accendi sigari di un camion.