Estimi, il Comune bussa a quattrini

Se siete fra i 100mila proprietari di immobili cui è giunta a casa la lettera del Comune che vi invita a regolarizzare la vostra situazione catastale, rassegnatevi: «L’operazione di revisione degli estimi deve in ogni caso portare a un aumento della rendita». In ogni caso sarete costretti a pagare. A dirlo è uno dei tecnici di una società, la Tecgea sas.
A Roma 100mila residenti hanno ricevuto una lettera dal Campidoglio che informa di aver promosso «un’iniziativa per la revisione delle rendite catastali errate o non aggiornate» nella convinzione che in molte zone storiche ristrutturazioni edilizie piccole e grandi abbiano «inciso in maniera determinante sulla qualità e sul valore di abitazioni e locali». La vostra rendita catastale aumenterà non solo perché il Comune ha messo a posto la strada sotto casa vostra o voi avete fatto un nuovo bagno, ma anche, come spiega lo stesso geometra, «se avete installato un impianto di aria condizionata». «L’arrivo di quella lettera del Comune - dice il tecnico - vi ha comunque messi nella lista nera di chi, volente o nolente, dovrà pagare di più rispetto al passato». Nella revisione è infatti previsto non solo una maggiorazione dell’Ici per il nuovo anno, dovuta all’aggiornamento degli estimi, ma anche il pagamento degli arretrati dal 2002 al 2007. «Con il passaggio dalla categoria A6 ad A4 - spiega uno dei proprietari che ha ricevuto la lettera - la rendita catastale è passata da 309,10 euro a 635,82. E senza aver fatto ristrutturazioni». Nello stessa lettera il Comune comunica di aver stipulato una convenzione con il collegio provinciale dei geometri per avere uno sconto del 25 per cento sulle tariffe previste nell’Agenzia del territorio e la prima verifica gratis. «Potrà ricercare e interpellare un tecnico che ha aderito alla convenzione - si legge nella lettera - telefonando al numero verde 800017250 o consultando il sito www.georoma.it». Ma il cittadino non dovrà fare nemmeno questa fatica. Pochi giorni dopo l’arrivo della lettera del Comune, infatti, in molti si sono visti recapitare a casa una missiva da parte di qualche geometra. Le possibilità, vi lascia intendere il Comune, sono due. Se si fa un’autodenuncia entro il 31 ottobre, (ma è probabile una proroga) si ha lo sconto del 50 per cento sul pregresso e non si devono pagare sanzioni e interessi. Se si sceglie questa strada, però, bisogna aggiungere le spese per il lavoro del geometra. Il compenso richiesto per l'espletamento della pratica, al netto dell’Iva e dei diritti catastali (50 euro) varia da un minimo di 260 euro in caso di una pianta catastale conforme alla situazione esistente e di recente realizzazione a un massimo di 460. E oltre i 6 vani, per ogni stanza in più si dovrà pagare 20 euro. Ma si può anche scegliere di non fare l’autodenuncia se si pensa di essere in regola. In questo caso però il Comune farà una verifica. «E l’amministrazione potrebbe ragione in modo diverso rispetto al geometra che tende a fare l’interesse del cittadino. Facendovi pagare non solo l’intero importo degli arretrati, ma anche sanzioni e interessi». Insomma, i cittadini non hanno scampo, devono per forza mettere mano al portafoglio.