Estonia, via la statua dell'Armata rossa Proteste russe: un morto negli scontri

Dopo la repressione della manifestazione Mosca minaccia ritorsioni. &quot;Gesto disumano&quot; commenta il ministro degli Esteri. Al via il boicottaggio dei prodotti estoni. <font color="#ff6600"><strong><a href="/media.pic1?ID=135">Guarda le immagini della rivolta</a></strong></font>

Tallinn - All'alba l’Estonia ha rimosso la statua di un soldato dell’Armata rossa dal centro della capitale. La statua bronzea, alta due metri, rappresenta un scombattente russo nella Seconda guerra mondiale e fu eretta nel 1947. L'operazione è stata portata a termine dopo violenti scontri, per una manifestazione di protesta contro la decisione. Atti di vandalismo e saccheggi sono scoppiati nella notte quando la polizia ha utilizzato lacrimogeni per respingere dalla zona del monumento i manifestanti. In piazza si sono radunate più di mille persone, tutte di origine russa, per tentatre di bloccare la rimozione. Durante la guerriglia urbana ha perso la vita un uomo, deceduto in ospedale dopo essere stato pugnalato da un altro uomo durante le proteste. "Hanno rimosso la statua e l’intero monumento", ha detto un portavoce del governo, secondo cui la decisione è stata presa alle 3,40 del mattino ed è diventata immediatamente operativa. Il governo ha aggiunto che 44 manifestanti e 13 agenti di polizia sono rimasti feriti e 300 persone sono state arrestate.

Scontri etnici La Russia, che ha avuto rapporti tesi con l’Estonia da quando quest’ultima ha ottenuto l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991, ha protestato contro il progetto di spostare il monumento della Seconda Guerra mondiale, interpretandolo come un insulto a chi ha combattuto contro il fascismo. Il gesto ha provocato la rabbia degli estoni di lingua russa. Una minoranza di circa 300mila persone in un Paese che conta 1,3 milioni di abitanti. Dall'altra parte gli estoni che considerano il monumento come la testimonianza dell’occupazione sovietica durata 50 anni.

Mosca: "Estoni disumani" "Possiamo definire il gesto di Tallinn come sacrilego e disumano...", ha detto l’agenzia di stampa russa Interfax, citando il portavoce del ministro degli Esteri russo, Mikhail Kamynin. L’Estonia ha detto che la statua ora si trova sotto il controllo della polizia. "L’obiettivo della decisione del governo era di evitare ulteriori azioni contro l’ordine pubblico", ha detto il governo in una nota. E il Senato russo chiederà a Putin di rompere le relazioni con l’Estonia dopo lo smantellamento del monumento dell’Armata rossa a Tallinn. La decisione è stata presa all’unanimità dal consiglio della federazione russa. Anche la Duma si sta mobilitando contro la decisione delle autorità estoni e la severa repressione delle proteste seguite alla rimozione del monumento. E c’è anche un primo boicottaggio di prodotti estoni: a toglierli dagli scaffali una grande catena di supermercati.