La Estrada: «I reality show mi fanno pena»

Antonio Lodetti

da Milano

A ppese al chiodo da un po’ di tempo le scarpette da ballo, Natalia Estrada si è buttata sulla situation comedy e - per il secondo anno consecutivo - è protagonista insieme a Enzo Iacchetti di Il mammo, in onda su Canale 5 alle 13.30 del sabato. «È una sit com che va avanti in sordina - dice la Estrada - anche se è molto seguita e, nonostante l’orario insolito, ha una media di ascolti che sfiora il 20 per cento di share. L’anno scorso andava in onda dopo Buona domenica ma ora c’è il calcio così abbiamo cambiato giorno ed ora abbiamo ottimi risultati».
Ha nuovi progetti televisivi?
«Per ora no, sono a riposo, non ho ricevuto proposte interessanti ma non mi preoccupo. Il mio motto è carpe diem, vivere il momento. Ho tanto tempo da dedicare a mia figlia».
Cosa le piace in tv?
«Fortunatamente non la guardo, e le poche cose che mi capita di vedere le trovo squallide. I reality mi fanno pena, sono programmi in cui tutto è esasperato e ogni parola viene strumentalizzata. Non c’è senso della misura con tutta questa gente che farebbe qualsiasi cosa per diventare famosa. Anche nei telegiornali si parla delle liti tra reduci dai reality più o meno noti. Vedendo ciò che passa la tv siamo messi piuttosto male».
Quindi lei non parteciperebbe mai a un reality.
«Certo che no. Sono stata invitata ma ho rifiutato. Ho altro da fare che litigare con gente che non conosco».
Il ballo è sempre il suo grande amore?
«Sì, ma è passato in secondo piano da quando mi dedico ai cavalli. La mia passione per i cavalli ormai si è trasformata in un lavoro, sono un’amazzone a tempo pieno».
Ma in tv che programma le piacerebbe condurre?
«Un bel programma sui cavalli che sappia parlare di cultura, sport, natura, ambiente senza essere noioso. Con tanti filmati e tanti consigli per chi ama gli animali. Oppure mi piacciono i programmi come Stargate; sono affascinata dai misteri mai chiariti della storia e della cronaca. Tempo fa ho presentato Divieto d’entrata su Rete 4, uno show di infotainment in cui raccontavo storie misteriose, oppure salivo a bordo di una portaerei per raccontare come ci si mobilita in caso d’emergenza. Mi piacciono quel genere di cose. Peccato che Divieto d’entrata era un format straniero e i filmati costavano troppo, così si è interrotto dopo la prima serie».
E Il mammo invece continuerà?
«Stiamo preparando la terza serie. È una sit com divertente e di grande attualità; è tv costruttiva. Iacchetti è un ragazzo padre come ce ne sono molti oggi, e la storia è un pretesto per sorridere ma anche per discutere di problemi familiari ed è molto seguita dai bambini. Nel personaggio di Patty poi c’è molto della vera Natalia».
Ad esempio?
«Sono una persona chiara e diretta, che ama il dialogo e che non rinuncia alle sue idee e ai suoi principi pur cercando di mediare e di aiutare gli altri a risolvere i loro problemi; quello che faccio con Iacchetti è una libera interpretazione della mia vita».