Estradizione di Battisti: parità fra i magistrati: altra udienza mercoledì

C'é pareggio al Supremo Tribunal Federal (Stf) sul via libera di Cesare Battisti all'estradizione in Italia come richiesto dal nostro governo. Ora è decisivo il voto del presidente del tribunale supremo, Mendes che si pronuncerà ma non ha specificato quando

Brasilia - C'é pareggio al Supremo Tribunal Federal (Stf) sul via libera di Cesare Battisti all' estradizione in Italia: quattro giudici hanno votato per tale possibilità, altri quattro contro. La discussione alla Corte ora verte sul fatto che il presidente dell'Stf, Gilmar Mendes, esprima il suo voto, provocando così uno spareggio. L'ultimo giudice a votare è stato, Marco Aurelio Mello, che ha votato, come ampiamente previsto, contro l'estradizione. Nella precedente sessione, lo scorso 9 settembre, Mendes aveva fatto capire di essere a favore dell'estradizione.

Udienza sospesa "sine die" Prima di chiudere l'udienza sull'estradizione di Battisti, il presidente Mendes, ha precisato che intende pronunciarsi sul caso, senza però specificare la data. Il rinvio è stato quindi annunciato sine die, al termine di cinque ore di sessione.

Decisivo il voto di Mendes La prima parte della sessione si è conclusa dopo il parere esposto dal giudice Marco Aurelio Mello, che già nella prima udienza del processo si era detto favorevole allo status di rifugiato politico dato dal Brasile a Battisti. Nel suo intervento, Mello ha affrontato proprio quest'ultimo tema, ribadendo di essere a favore dell'asilo politico all'ex terrorista rosso. Finora, i voti a favore dell'estradizione sono 4, a fronte di 3 contro tale possibilità. Mello ha però riportato la situazione in pareggio (4 a 4). A quel punto è fondamentale l'eventuale voto del presidente del Supremo, Gilmar Mendes, con ogni probabilità a favore dell' invio in Italia di Battisti.

Situazione incerta La situazione è comunque confusa, visto che non si sa se Mendes voterà. "Dobbiamo aspettare, ma la mia aspettativa è che il presidente eviti di sciogliere tale pareggio", ha detto all'Ansa durante una pausa il legale di Battisti, Luis Roberto Barroso. La strategia della difesa punta quindi a far chiudere l'udienza con un pareggio: secondo la tradizione dell'Alta Corte, infatti, il risultato finale è a favore dell'imputato, in questo caso quindi della conferma dell'asilo politico a Battisti. Opposto il parere del legale dell'Italia, Nabor Bulhoes, per il quale invece Mendes "dovrebbe pronunciarsi".

L'iter dell'Alta Corte Il 9 settembre scorso, il Tribunale federale supremo del Brasile aveva rinviato la sua decisione sull’estradizione di Battisti, condannato all’ergastolo in Italia in contumacia per quattro omicidi. La sessione della Corte si era interrotta dopo undici ore di acceso dibattito quando l’ottavo magistrato chiamato a votare, Marco Aurelio de Mello, aveva chiesto un rinvio per poter riesaminare la documentazione. A quel momento, quattro dei nove magistrati della Corte si erano già espressi a favore dell’annullamento dell’asilo politico concesso a gennaio dal ministro della Giustizia Tarso Genro e tre per il suo mantenimento.

"Asilo politico illegale" Il magistrato relatore della causa, Cezar Peluso, che è anche vice presidente del tribunale supremo, aveva definito "illegale" la concessione dell’asilo politico e aveva anticipato di essere favorevole all’estradizione se la condanna verrà commutata in 30 anni di carcere, dato che in Brasile non vi è la condanna all’ergastolo. Toffoli, 41 anni, avvocato generale dello Stato era stato nominato da Lula il 18 settembre scorso, in sostituzione del giudice Carlos Menezes, morto il primo dello stesso mese.