Estrema sinistra: in un libro bianco dieci anni di violenze

Lo ha presentato Alemanno: «Una storia di aggressioni, Veltroni intervenga»

Omar Sherif H. Rida

«Ormai la misura è colma. Pretendiamo da Veltroni un segnale concreto: la chiusura del centro sociale La Strada». È un Gianni Alemanno battagliero quello intervenuto ieri alla conferenza stampa organizzata da An in Campidoglio per la presentazione del «libro bianco» sulle violenze dell’ultrasinistra a Roma negli ultimi dieci anni.
Tre inediti e corposi dossier. Nel primo, «La Strada della violenza», si ripercorre la storia del centro sociale «La Strada» alla Garbatella, dall’occupazione abusiva nel ’94 dei locali circoscrizionali di via Passino fino all’episodio dell’8 febbraio, giorno dell’aggressione ai tre militanti di An. Negli altri due si narrano le gesta dei 34 centri sociali «okkupati con il beneplacito del Comune» e si ricostruiscono gli episodi d’intolleranza, targati sinistra radicale e centri sociali, susseguitisi dal 2004 nelle università romane ai danni di esponenti di An (da Fini ad Alemanno). E ieri al fianco del candidato sindaco erano presenti i vertici locali e regionali del partito: il capogruppo comunale, Marchi, il presidente della Federazione romana, Piso, il consigliere comunale, Marsilio e il capogruppo regionale Rampelli che ha denunciato la «promiscuità tra Veltroni e i centri sociali», chiedendo l’applicazione delle due delibere comunali del ’95 e del ’96 che stabiliscono la revoca delle assegnazioni comunali se «l’assegnatario usa metodi violenti, contrari alla dialettica democratica». Seduti in prima fila (alcuni ancora incerottati) molti esponenti dei circoli di An vittime delle aggressioni di questi anni, ragazzi che Alemanno ha voluto ringraziare «perché dimostrano che c’è chi crede nella militanza politica». «Dobbiamo constatare - ha proseguito il ministro per le Politiche Agricole e Forestali - il cambio di destinazione d’uso dei centri sociali, che se negli anni Settanta intercettarono la marginalità sociale di alcune aree politiche, sono divenuti incubatori artificiali di antagonismo violento e criminalità». Artificiali in quanto «la maggioranza dei romani di destra e sinistra è estranea alla violenza». «È Veltroni che deve dare l’esempio - ha spiegato Alemanno - chiedendo lo sgombero immediato di uno dei centri sociali più violenti».
Un Alemanno preoccupato per il rischio di una campagna elettorale avvelenata da episodi del genere («capaci di innescare emulazione») e reduce dall’incontro con il Questore Fulvi. «Gli abbiamo consegnato il dossier sulle violenze dell’estrema sinistra, si è impegnato a fornirci risposte. Tra qualche giorno incontreremo anche il procuratore capo della Repubblica di Roma: l’annullamento da parte della Cassazione della sentenza di condanna al leader di Action D’Erme mi induce a pensare che la magistratura sottovaluti il fenomeno».