Esuberi Fiat, no dei sindacati a 4 anni di cassa integrazione

Proposta di Maroni all’azienda. Metalmeccanici: sul piatto un aumento di 76 euro

da Roma

Il governo non varerà un decreto ad hoc per Fiat né ci saranno deroghe ai requisiti per andare in pensione anticipatamente attraverso lo strumento della mobilità lunga. Ma propone una cassa integrazione straordinaria di due anni rinnovabile per altri due. È quanto ha comunicato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ai vertici del Lingotto, confermando una posizione manifestata più volte nei giorni scorsi. La decisione di Maroni è stata resa nota ai sindacati dal responsabile delle relazioni industriali di Fiat, Paolo Rebaudengo, durante la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Il rappresentante del gruppo torinese non ha escluso che a partire da gennaio l’azienda possa avviare le procedure di mobilità e cassa integrazione per il personale in esubero.
Il ministro Maroni ha tuttavia precisato che ai primi di gennaio ci sarà una nuova riunione con la Fiat nella quale il governo manifesterà la propria disponibilità a finanziare strumenti per il ricollocamento del personale. Proseguono intanto i negoziati per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Federmeccanica ha proposto a Fim, Fiom e Uilm un aumento medio di 76 euro lordi mensili per i lavoratori del settore. Per i sindacati l’offerta, pur considerandola un passo in avanti, continua a essere insufficiente. La richiesta è di un aumento economico di 105 euro, più 25 euro per quei lavoratori che non beneficiano della contrattazione integrativa. La trattativa è ripartita ieri con un incontro plenario e con due distinti tavoli composti da delegazioni ristrette. «Vi sono tutte le condizioni per concludere finalmente il contratto dei metalmeccanici, nella misura in cui tutti gli attori rinunciano a obiettivi di carattere ideologico, privilegiando i contenuti - ha commentato il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi -, un buon contratto si giudicherà da un adeguato scambio tra salari e produttività».