Esuberi Fiat, piano Maroni alla verifica

Gli interventi a tutela del lavoratore. Sacconi: «Ho fiducia su un esito positivo»

Pierluigi Bonora

da Milano

Il problema degli esuberi Fiat è arrivato al punto di svolta. Tra mercoledì e giovedì il ministro del Welfare, Roberto Maroni, consegnerà ai rappresentanti dell’azienda e ai sindacati il documento contenente le iniziative del governo per il sostegno al reddito dei disoccupati ultracinquantenni finalizzato al ricollocamento nel mondo del lavoro. Il piano che Maroni ha presentato nei giorni scorsi alle controparti dovrebbe essere approvato entro la fine del mese, per poterne definire i termini operativi e legislativi nei primi 15 giorni di febbraio. È una vera corsa contro il tempo visto che il prossimo 20 febbraio scade la cassa integrazione dei dipendenti che non rientrano più nei piani del Lingotto.
«L’ultima volta che ci siamo lasciati con l’azienda e i sindacati - spiega al Giornale il sottosegretario al Welfare, Roberto Rosso - mi è sembrato che le organizzazioni di categoria, in particolare, abbiano apprezzato la volontà del governo di garantire ai lavoratori interessati la continuità al reddito fino alla pensione. In cambio viene chiesta la disponibilità al ricollocamento delle persone in altre imprese che il governo si è impegnato a fare attraverso l’agenzia Italia Lavoro. A differenza di un tempo, la novità della nostra proposta è che se anche la nuova occupazione dovesse essere persa, il soggetto rientrerà nel programma sperimentale che lo porterà nuovamente alla pensione se non sarà trovata un’ulteriore ricollocazione lavorativa».
Una volta completato il documento e in attesa di consegnarlo mercoledì o giovedì a Fiat e sindacati, lo staff del ministro Maroni domani dovrebbe incontrarsi con i responsabili delle agenzie polifunzionali (ex società per il lavoro interinale) e per il ricollocamento. Queste strutture, infatti, avrebbero dato buone speranze sul collocamento del 90% del personale in esubero entro 6 mesi.
«Da parte mia - aggiunge il sottosegretario Maurizio Sacconi - sono fiducioso che la trattativa si concluda nel modo migliore. Credo fermamente nella politica del ricollocamento. Ma in proposito deve funzionare il sistema delle sanzioni: chi rifiuta un posto equipollente perde il diritto al sussidio».
Nel documento che Fiat e sindacati riceveranno ci sarebbe anche un punto nel quale si chiede all’azienda l’impegno a riprendere le persone ora considerate in eccedenza, se entro un anno dovessero aprirsi dei varchi nelle stesse posizioni.