«Per gli esuberi sì a soluzioni eque»

Maroni: «Niente regali con i soldi pubblici». Lunedì vertice con l’azienda

Antonio Signorini

da Roma

Il governo lancia i primi segnali di disponibilità sulla vicenda degli esuberi Fiat. Ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e il sottosegretario Maurizio Sacconi hanno incontrato i sindacati dei metalmeccanici e hanno ribadito l’impraticabilità delle soluzioni che prevedono deroghe alla riforma delle pensioni o una mobilità lunga con ulteriori tre anni a carico dello Stato. «È vero che siamo a Natale, ma non c’è spazio per i regali, tantomeno per chi ne ha avuti tanti in passato», ha spiegato il ministro leghista illustrando anche una tabella con i costi di un eventuale mobilità di dieci anni. «Per mille lavoratori della Fiat avrebbe un costo complessivo di 157,32 milioni. Mentre considerando un bacino più ampio di applicazione che comprenda anche altre aziende, di 8mila lavoratori, il costo complessivo sarebbe di 1,258 miliardi».
Il governo è disposto a pagare la normale mobilità lunga da sette anni - ha ribadito Maroni - ma non gli ulteriori tre anni che servirebbero ai dipendenti Fiat per raggiungere i nuovi requisiti di anzianità previsti dalla riforma previdenziale. «Bisogna capire chi paga gli anni aggiuntivi. Non è possibile fare alcun regalo di soldi pubblici, perché non siamo d’accordo, e perché non ce lo consentirebbe l’Unione Europea», ha spiegato Maroni. Nel corso dell’incontro Sacconi ha anche fatto notare che la mobilità proposta da Fiat finirebbe per diventare uno strumento che tutte le imprese, comprese quelle in salute, utilizzerebbero per fare «pulizia» tra i dipendenti, un «self service» per il ricambio generazionale della forza lavoro.
In ogni caso il ministero si è mostrato disponibile a valutare le proposte dei sindacati. E ha assicurato la disponibilità a trovare «una soluzione che sia equa». Di questo Maroni parlerà con i rappresentanti della Fiat che incontrerà lunedì. Ed è probabile che alla fine le ricette prospettate dal governo all’azienda e ai sindacati riguardino il reimpiego dei dipendenti in esubero, magari con l’aiuto degli enti locali. Un’estensione, insomma, degli strumenti già disponibili con la legge Biagi e comunque misure che non siano ritagliate su misura per la Fiat. L’azienda dà comunque segni di salute sul fronte occupazionale. Ieri è stata annunciato un accordo con i sindacati che prevede l’assunzione di 500 giovani nello stabilimento di Pomigliano d’Arco.
È in salita, invece, la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Oggi si terrà un incontro decisivo tra le sigle di categoria (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, Fismic-Confsal) e Federmeccanica. Ma la federazione della Cisl ha annunciato una probabile rottura. Il nodo è quello della flessibilità che gli industriali hanno richiesto in cambio degli aumenti salariali. La Fim vorrebbe discuterne mentre le altre sigle preferiscono concentrarsi sulle richieste di aumenti salariali.