Et voilà, il consigliere «virtuale»

Il commissario dello Stato rimette al suo posto il deputato siciliano del Pd inquisito Gaspare Vitrano. Ma lui potrà svolgere il suo incarico solo per corrispondenza visto che, per ordine del giudice, ha il divieto di dimora in Sicilia. È a dir poco un paradosso la situazione che si è venuta a creare al Parlamento siciliano. Vitrano, primo degli eletti Pd beccato nel marzo scorso con una tangente da 10mila euro e arrestato per concussione, dopo due mesi di detenzione, in parte ai domiciliari, è stato scarcerato. Unica limitazione alla sua libertà, il divieto di dimora in Sicilia. Proprio la scarcerazione ha fatto scattare il paradosso. La sospensione dall’incarico di deputato regionale dell’Assemblea regionale siciliana, infatti, vale in caso di arresti, anche domiciliari, ma non è prevista per il divieto di dimora. E quindi il deputato regionale del Pd, sia pure soltanto virtualmente, tornerà a occupare il suo scranno.