Etchegaray, il cardinale delle missioni difficili

Il cardinale francese (di origine basca) Roger Etchegaray è stato per
decenni uno dei volti più noti della Curia romana e tuttora, nonostante
i suoi 87 anni di età, continua ad essere attivo in missioni umanitarie
e sulla scena internazionale

Città del Vaticano - Il cardinale francese (di origine basca) Roger Etchegaray è stato per decenni uno dei volti più noti della Curia romana e tuttora, nonostante i suoi 87 anni di età, continua ad essere attivo in missioni umanitarie e sulla scena internazionale. Dopo una prima parte di carriera ecclesiastica tutta all'interno della Chiesa francese, Etchegaray è divenuto cardinale nel concistoro del 30 giugno 1979 e nel 1984 si è trasferito nella Curia romana per guidare per quasi 15 anni i Pontifici consigli Cor Unum e di Giustizia e Pace. Tra le sue missioni diplomatiche più importanti, quella del maggio 2002 a Gerusalemme, per negoziare con il governo israeliano la fine dell'assedio alla Basilica della Natività di Betlemme, dove si erano rifugiati centinaia di palestinesi armati. Nel febbraio 2003 si recò, come inviato speciale di Giovanni Paolo II a Baghdad, per cercare di scongiurare, vanamente, la guerra. Abituato a viaggiare in luoghi pericolosi e dotato di una buona dose di senso dell'umorismo, Etchegaray - riferisce chi lo ha visto - ha preso, nonostante la rottura del femore, con il suo consueto buon umore anche la caduta di ieri nella basilica di San Pietro durante il parapiglia creato da una giovane donna che ha scavalcato le transenne e ha buttato a terra papa Benedetto XVI.