Gli eterni «bambinacci» di Camerini

È un autore che ha lavorato per anni sulla necessità del racconto e sul vigore evocativo di storie dettate dall’urgenza di ricordare il passato comune. Stavolta Duccio Camerini torna a proporsi al pubblico capitolino con un testo (di cui firma pure la regia) costruito come una drammaturgia a più voci che agisce ed esplora «accadimenti» filtrati al setaccio di un candore squisitamente infantile. In Bambinacci (da questa sera al Teatro della Cometa con repliche fino al 9 dicembre) viene infatti narrata la vicenda di un gruppo di piccoli ospiti di un orfanotrofio che, in pieno periodo bellico, si trovano a dovere fronteggiare un'emergenza/prepotenza che rischia di compromettere il loro futuro. Ma questi bambini «sbagliati» non ci stanno; rompono le regole; infrangono il potere che gli adulti esercitano (o vorrebbero esercitare) su di loro e si ribellano, uscendo vittoriosi da un dramma nel quale trovano la forza e la capacità di affermare se stessi. Il testo, ispirato in parte a una storia realmente accaduta, vede in scena, oltre allo stesso Camerini, Amanda Sandrelli, Daniele Russo, Angela Sajeva e Beatrice Orlandini: interpreti adulti che già per il semplice fatto di far finta di essere giovanissimi sembrano porsi su quella sottile linea di confine che marca la distanza/vicinanza tra infanzia e maturità. «Ho cominciato a scrivere - spiega l’autore - pensando a una storia di bambini emarginati. Ma oggi credo che si tratti della cronaca della scoperta, e della salvaguardia, di quella corda pura e sacra dentro di noi senza la quale è impossibile vivere». Info: 06/6784380.