Etichettatura, cucina e farmaci Tutti i consigli contro l’aviaria

I medici: il vaccino è necessario per i bimbi asmatici, celiaci e cardiopatici. Mangiate soltanto carni cotte

Enza Cusmai

da Milano

Influenza aviaria, questa sconosciuta. I consumatori, bombardati soprattutto da sommari articoli televisivi, si allarmano. Arriverà? Ma quando arriverà? E quanto sarà pericolosa? Ma allora i polli è meglio non mangiarli più fino alla fine dell’emergenza? E come comportarsi con l’alimentazione dei bambini a cui si raccomandano normalmente nella dieta carni bianche? Mille domande si affollano nella mente. Noi cercheremo di rispondere a quelle fondamentali con l’aiuto di esperti.
A Si rischia di contrarre il virus mangiando pollame o tacchino cotto?
Assolutamente no, è la risposta categorica di tutti gli esperti. Il virus, spiega il professor Giorgio Poli, si distrugge a circa 60-70 gradi, una temperatura ben al di sotto di quella di cottura che supera i 100 gradi.
B Se gli animali morti non sono pericolosi perché la Ue ha bloccato l’import di carcasse dalla Turchia e Romania?
Dai quei Paesi extra Ue non c’è alcuna indicazione delle norme igienico sanitari adottate. «Non sappiamo come fanno le macellazioni - spiega Poli -. Se macellano male, ci potrebbe essere una contaminazione delle carcasse degli animali con il materiale fecale e una trasmissione del virus anche all’uomo».
C È rischioso mangiare la selvaggina?
No, sempre se mangiata cotta.
DChe rischio corrono i cacciatori nel maneggiare i volatili?
Il virus si trasmette attraverso il fumo delle feci di un animale vivo. Quando la selvaggina è morta non ci sono pericoli per chi li maneggia. Ma è consigliabile comunque far controllare gli animali a un centro zooprofilattico per verificare se è portatore di qualche virus.
E Cosa serve l’etichettatura del pollame?
A conoscere la vita dell’animale da quando è pulcino fino alla sua macellazione. Nel cartellino dovranno essere indicati allevamento di provenienza, data, numero di lotto dello stabilimento di macellazione e di sezionamento, come già avviene per le carni bovine. In questo modo non si corre il rischio di acquistare carne di importazione clandestina, quella potenzialmente a rischio.
F Che controlli adottano i supermercati per l’acquisto del pollame?
I responsabili dell’Esselunga spiegano, per esempio, che la loro catena acquista soltanto pollo italiano che è sicuro al 100% secondo quanto sostiene anche il ministero della Sanità. Nonostante le rassicurazioni, però, all’Esselunga hanno registrato il 22% del calo delle vendite di pollame in questi ultimi giorni. Inoltre, diverse catene alimentari cominceranno a proporre delle promozioni per incentivare l’acquisto delle carni fissando sconti che andranno dal 30 al 50%.
G Gli omogeneizzati e i liofilizzati di pollo per i neonati sono sicuri?
Alla Plasmon garantiscono la totale sicurezza dei prodotti. «Il nostro disciplinare è molto restrittivo - spiega Antonio Cartolari - e garantisce sicurezza e qualità del prodotto. Gli allevamenti sono lontani da fonti di inquinamento umano e sono protetti da reti anti-passero. Inoltre siamo gli unici ad avere gli stabilimenti che producono omogeneizzati in Italia e non all’estero».
H Che medicinale è opportuno avere a portata di mano in caso di emergenza?
Un antivirale come il Mantodan o il Relenza disponibile nelle nostre farmacie. Il famoso Antiflu, invece, non disponibile in Italia, non sembra essere così efficace come sostenuto da molti. In Vietnam una ragazza che aveva contratto il virus H5N1 non ha risposto a questo farmaco, mentre ha reagito (è guarita e sta bene) con il Relenza.
I È utile vaccinarsi contro l’influenza stagionale?
La commissione Ue consiglia la vaccinazione di massa contro l’influenza stagionale per evitare gente debilitata in caso di coincidenza temporale nel caso di pandemia. Il temuto rischio è che la contemporanea infezione dei due virus possa combinarsi e trasformarsi nel tanto temuto morbo killer.
J Va fatta la vaccinazione dell’influenza stagionale ai bambini, anche ai più piccoli?
L’orientamento dei pediatri di base e degli esperti dell’Istituto superiore della Sanità è quello di non procedere alla vaccinazione di massa. È invece opportuno vaccinare quei bambini a rischio, affetti da asma, malattie cardiocircolatorie, fibrosi cistica, celiachia, ai nati pre-termine. Attualmente solo il 10% di queste categorie vengono protette attraverso il vaccino.