Etienne Braun, l’arte di mettere in posa il cinema

Omaggio al «maestro» che ha ritratto le grandi star

Riflettori accesi su un maestro della fotografia internazionale. Da Al Pacino a Jeremy Irons, da Demi Moore a Catherine Deneuve, non c’è big di cinema e spettacolo che sia sfuggito alla galleria di ritratti firmati dall’artista francese Etienne Braun, di cui si è in questi giorni inaugurata una mostra personale che si tiene fino al 6 gennaio in due spazi: alla Galleria Artepensiero (via del Vecchio Politecnico 5) e al Revel-scalo d'Isola (via Thaon de Revel 3). La prima sede propone una panoramica dei suoi soggetti cinematografici più famosi ripresi direttamente sul set, come nel caso di Pacino del Mercante di Venezia, o di Ben Kingsley, Whoopie Goldberg, Patrick Swayze, Tom Cruise, Christopher Lee, Christophe Lambert, Demi Moore, Carole Bouquet. Allo spazio Revel, invece, che dopo la retrospettiva su Anna Magnani conferma la propria vocazione a spazio culturale multidisciplinare, Braun propone un excursus nella sua ricerca fotografica sull'immaginario fetish. Si tratta di un'indagine che tiene conto degli stereotipi del genere, ma li rilegge attraverso un filtro iconografico di matrice fiamminga e una tensione psicologica di natura letteraria. Le donne strette in corsetti o imprigionate in legami sadomaso indossano maschere che le proiettano in una dimensione più surreale che sessuale, in cui il corpo viene ritratto come se fosse una straniante natura morta. Nelle sue foto stampate in un rigoroso bianco e nero, l'erotismo sembra affrancarsi dalla dialettica piacere-dolore e trasformarsi in una dimensione raggelante e sospesa.
Alla mostra, che si avvale della direzione artistica di Mattia Sebastiano Giorgetti, è stato anche presentato un volume dedicato al percorso fotografico di Etienne Braun a cura del critico Roberto Borghi. «In queste immagini, che mettono in scena l’inquietudine e la sgradevolezza allo stato puro, è possibile rinvenire tracce di una paradossale delicatezza - scrive Borghi - delicatezza magari celata sotto il rigore e l’eleganza del bianco e nero, o dietro l’ironia dissacrante che traspare dai soggetti fashion collocati in circostanze assurde. Delicate, le foto di Etienne Braun, lo sono quanto più sono irrorate di coercizione, di carnalità, di ferocia, di esasperazione».