Etiopia, il ministro degli Esteri conferma: gli europei stanno bene, sono in Eritrea 

I separatisti dell'Afar inviano un messaggio. Conferme dal governo di Addis Abeba. Il governo eritreo smentisce. Tra i 5 sequestrati anche l'italiana Rosanna Moore. La Farnesina sta verificando le notizie

Addis Abeba - I cinque europei rapiti la settimana scorsa in Etiopia stanno bene e sono in Eritrea, nelle mani dei ribelli separatisti Afar. Lo ha detto un capo della comunità che vive nell'area desertica al confine tra i due Paesi. Ismael Ali Gardo, cofondatore dell'Afar Pastoralists Development Association (Apda), ha detto che le informazioni sulle condizioni degli ostaggi, tra cui un'italiana e una francese con doppia cittadinanza britannica, sono arrivate tramite pastori nomadi vicino al luogo in cui sono tenuti prigionieri, nell'insediamento eritreo di Weima. I cinque turisti con passaporto del Regno Unito (tra cui anche una cittadina con passaporto italo-britannico, Rosanna Moore) sono stati rapiti circa una settimana fa. Il ministro degli Esteri etiopico, Seyoum Mesfin, ha dichiarato oggi alla stampa che i cinque europei e gli otto etiopici rapiti il primo marzo scorso nel nord-est dell'Etiopia "sono sani e salvi. Sappiamo da ieri che gli ostaggi sono sani e salvi. Non possiamo rivelare il luogo dove sono tenuti perchè metteremo in pericolo la loro sicurezza". 

Asmara smentisce L'Eritrea ha oggi smentito che gli europei rapiti in Etiopia siano stati portati sul suo territorio da ribelli Afar. Lo ha detto il ministro dell'informazione. "Comprendiamo la preoccupazione delle famiglie - ha detto il ministro Ali Abdu - ma questa vicenda è accaduta in Etiopia e si sta svolgendo in Etiopia". Il presidente, Issaias Afeworki, ha anche respinto le accuse mosse da Addis Abeba, secondo cui dietro il sequestro ci sarebbero le milizie di Asmara. "Simili atti malvagi non fanno parte della nostra cultura politica - ha detto - affermazioni di questo tipo sono assolutamente infondate e sono un chiaro sintomo della rovina del regime etiopico".

Farnesina "Abbiamo ricevuto informazioni che i rapiti occidentali in Etiopia sono vivi, ma non abbiamo prove dirette". Così la Farnesina, dove si conferma che le autorità italiane stanno continuando a lavorare in "stretta collaborazione" con quelle britanniche "per verificare l'attendibilità delle informazioni che arrivano in queste ore" sulla sorte degli ostaggi.