Etnica o culturale ma sempre identità

Franco Crosiglia

I liguri. Chi sono? Da dove vengono? E, soprattutto, dove vanno? É stato il tema della tavola rotonda organizzata ieri pomeriggio dal Comune di Recco dal titolo «Alla ricerca dell'identità ligure». Al caporedattore del Giornale, Massimiliano Lussana, il compito di moderatore dell'incontro tra studiosi di estrazione culturale differente.
Diverse le premesse, diverse le posizioni propugnate con passione durante il confronto dai relatori: Silvano Zaccone (sindaco di Pignone), Renato Dal Ponte (autore del libro “I Liguri, etnogenesi di un popolo”), Glauco Berrettoni (insegnante) e Franco Bampi (segretario del Movimento indipendentista ligure).
Sul fatto che esista un'identità ligure sono tutti d'accordo. «E per Liguria si intende un territorio - spiega Zaccone - che, da un punto di vista etnico e morfologico, si estende dal Rodano alle Alpi». «L'etnia ligure è una delle poche che sono arrivate a oggi con caratteristiche chiare e ben distinguibili - conferma Renato Del Ponte - anche se spesso i primi a non credere in una propria identità sono proprio i liguri». Il gruppo sanguigno zero negativo è uno dei tratti dell'etnia ligure formatasi a partire da 25 mila anni fa dalla fusione di tre elementi: l'uomo di Cro-magnon, popolazioni giunte nel neolitico (5 mila a.C) dall'area dell'Egeo e una componente indoeuropea, celtica, della fine dell'età del bronzo a partire dal 1400 a.C. È l'approccio di tipo etnologico di Del Ponte. «Ma l'identità è etnica o culturale?», chiede Berrettoni. Culturale. Bampi non ha dubbi, in aperta polemica con Del Ponte. Quello che conta sono gli elementi culturali. «È la cultura che definisce un popolo, una nazione. E la nazione ligure va fatta risalire al 1090, anno della costituzione della Repubblica genovese. È da quella data che la Liguria ha iniziato un proprio cammino strutturando un proprio modo di vivere, un sistema istituzionale e sociale fondato su un sistema di valori».
È questo il punto per Bampi. L'identità di un popolo si lega al sistema di valori che ne costituiscono il fondamento, il legame. Dieci sono per Bampi i valori che si sono affermati e costituiscono fondamento del popolo dei liguri. Tra questi la centralità ed importanza del lavoro in un mondo che, in quel tempo, vedeva invece prevalere le consuetudini feudali dei signorotti che vivevano sfruttando il lavoro degli altri; solidarietà verso le persone più deboli che vide nella Repubblica di Genova la nascita dell'Albergo dei Poveri, dell'Ospedale Pammatone; lotta a qualsiasi forma di razzismo. Una storia di una popolo che è durata 7 secoli ed è stata interrotta bruscamente nel 1815 quando, dopo il periodo napoleonico, il Congresso di Vienna ha annesso forzatamente e contro il volere della popolazione la Liguria al Regno di Sardegna.
«Una annessione militare illegittima perché avvenuta in violazione dello stesso scopo per il quale fu convocato il congresso: ristabilire le sovranità esistenti prima del 1797. Non solo - aggiunge Bampi - tale annessione fu fatta contro il volere della Repubblica di Genova e non fu mai sanata da alcun plebiscito». Da qui, sembra di capire, il diritto di rivendicare ancora oggi la propria autonomia. Ma questo è un altro dibattito.