Eugenia Felice Bossi

Nata a Milano nella seconda metà del XIV secolo, Eugenia Felice Bossi fa parte del cospicuo numero di santi e beati della diocesi più grande d’Italia (v. il mio I santi di Milano, Rizzoli), molti dei quali campeggiano in marmo sul Duomo ambrosiano (anche se nessuno, che io sappia, ne ha mai contato le statue). Sappiamo che la Bossi fu presto attratta dall’ideale francescano e che entrò come clarissa nel convento milanese di Sant’Orsola. Sappiamo anche, tuttavia, che fu ben presto trasferita a Pesaro nel convento del Corpus Domini. Questo convento era stato fondato da donna Battista, figlia del duca Antonio di Montefeltro e consorte del signore di Pesaro, Galeazzo Malatesta. La nobildonna aveva chiamato nella nuova fondazione un gruppo di clarisse milanesi guidate dalla b. Felice Meda, gruppo di cui faceva parte la nostra Bossi. Tra parentesi, il termine «felice» è neutro, cioè sia maschile che femminile; un tempo lo si dava come nome di buon augurio, anche alle donne (oggi, chissà perché, si preferisce, per le femmine, «Allegra», di minor portata). Alla morte della Meda fu la Bossi a succederle nella carica di badessa. E alla sua elezione presiedette il generale dei francescani, il famoso s. Giovanni da Capestrano (santo politicamente scorrettissimo: era infatti inquisitore; e poi fu l’anima dell’esercito cristiano che, lui alla testa, liberò Belgrado dai turchi). Eugenia Felice lasciò un ottimo ricordo della sua direzione, tanto che nel 1444 il Capestrano la riconfermò magna cum laude nella carica. La Beata milanese passò a miglior vita in Pesaro verso il 1450. www.rinocammilleri.it