Eugenia Ravasco

Nacque a Milano nel 1845, terza dei sei figli di un banchiere genovese e di una nobildonna. Rimasta presto orfana di entrambi i genitori, venne cresciuta da uno zio paterno, anche lui banchiere, a Genova. Nel 1862 morì anche quest'ultimo ed Eugenia trovò appoggio e consiglio nel canonico Salvatore Magnasco, futuro arcivescovo della città. Si divise tra l'amministrazione del patrimonio familiare e le opere di beneficenza. Ma nel 1863, entrata in una chiesa, comprese qual fosse la sua vera vocazione. Lasciò allora la zia vedova e andò a stare per conto suo, in una grande casa che adibì a laboratorio di cucito e ricamo per ragazze bisognose. Nel 1868, ventitreenne, fondò la congregazione delle Figlie dei SS. Cuori di Gesù e Maria, suore dedite all'educazione della gioventù. Sebbene i tempi fossero parecchio anticlericali, madre Ravasco riuscì a creare alcune scuole e, dieci anni dopo, addirittura una scuola magistrale femminile. La sua creatura ricevette l'approvazione ufficiale nel 1882 (sarebbe poi diventata di diritto pontificio nel 1909). Nel 1892, un anno prima dell'enciclica Rerum Novarum, madre Eugenia affrontò la notevole spesa della costruzione di un edificio centralissimo in Genova, edificio che divenne una «Casa per le giovani operaie». Sempre per le giovani lavoratrici (quelle che andavano a servizio), nel 1898 creò l'Associazione di Santa Zita. Due anni dopo, a cinquantacinque anni d'età, una pleurite e una più brutta polmonite se la portarono via. La sua tomba si trova nella casa madre dell'istituto che porta il suo nome, in piazza Carignano, a Genova.