EUGENIO BALZAN Il cronista-finanziere con una vita da premio

La Fondazione a lui intitolata ogni anno premia i protagonisti della cultura

Ha compiuto 50 anni la Fondazione Internazionale Balzan, il cui premio, assegnato annualmente, è tra i riconoscimenti internazionali di maggior rilievo alla cultura, alle scienze e alla fratellanza tra i popoli.
La sua storia è legata alla figura di Eugenio Balzan, protagonista di spicco della vita giornalistica e culturale milanese. Tre anni dopo la sua morte, nel 1953 a Lugano, la figlia Angela Lina, unica erede del cospicuo patrimonio del padre, per onorarne la memoria istituì l'omonima la Fondazione che opera attraverso due sedi: una di diritto svizzero a Zurigo, a cui è affidata l'amministrazione, l'altra di diritto italiano a Milano presieduta dall'ambasciatore Bruno Bottai e alla quale fa capo il Comitato Generale Premi, composto da illustri esponenti del mondo accademico di 11 paesi d'Europa, presieduto, dopo la scomparsa del senatore a vita Carlo Bo, dall'ambasciatore Sergio Romano.
Eugenio Balzan non è un nome tra i più conosciuti dai milanesi, eppure è stato un personaggio influente e di potere nella vita cittadina. Nato nel 1874 a Badia Polesine, in provincia di Rovigo, da una famiglia di proprietari terrieri che avevano perduto l'agiatezza, Balzan trascorse una gioventù irrequieta: studi irregolari, poi decoratore d'interni a Padova, fino a quando trovò, divenendo giornalista dell'Arena di Verona, la dimensione professionale affine al suo temperamento. Trasferitosi a Milano, entrò nel 1897 al Corriere della Sera e dopo essere stato correttore di bozze ed aver effettuato dei servizi da inviato in Canada, nel 1903 l'allora direttore del quotidiano Luigi Albertini gli affidò l'incarico di responsabile amministrativo, carica che ricoprì fino al 1933.
Albertini non si era sbagliato a individuare in lui la sua persona di fiducia. Balzan seppe infatti dimostrare formidabili capacità organizzative - incrementando, tra l'altro, la diffusione del quotidiano - divenendo una vera e propria autorità non solo in via Solferino, ma nello scenario culturale della città. Amico dell'editore Ulrico Hoepli, di Arrigo Boito, Arturo Toscanini, Giacomo Puccini, Sabanino Lopez e Marco Praga, fu insignito da Vittorio Emanuele III delle onorificenze di «Cavaliere, Ufficiale e Commendatore della corona d'Italia». Durante gli anni difficili per la stampa, in seguito all'avvento del fascismo, Balzan si rivelò anche un abile mediatore - ricevendo un considerevole compenso - nel passaggio di proprietà del Corriere tra i fratelli Albertini (contrari al regime) e i Crespi, ma nel ’33, poiché il clima nei confronti del giornale era divenuto troppo oppressivo, preferì abbandonare l'Italia per trasferirsi in Svizzera, dove visse - grazie all'imponente ricchezza accumulata - tra Zurigo, Lucerna e Lugano. Tornò in Italia ’45 - per assistere al concerto di Toscanini in occasione dell'inaugurazione della nuova Scala, bombardata durante la guerra, nel ’48 e nel ’50. Uomo di notevole sensibilità culturale e artistica, che gli permise di collezionare splendidi quadri, Balzan va ricordato soprattutto per la sua generosità e che indusse la figlia a creare la Fondazione.
L'elenco di coloro che hanno ricevuto il premio Balzan dimostra il valore dall'istituzione: tra i tanti, Paul Hindemith, Madre Teresa di Calcutta, Jean Piaget, Jorge Louis Borges, Jean Starobinsky, l'Abbé Pierre, Sir Peter Hall, Marc Fumaroli, Giovanni XIII, Giovanni Macchia, Norberto Bobbio, Paolo de Bernardis e Luca Cavalli Sforza.
«Abbiamo indubbiamente raggiunto in questi 50 anni un bilancio positivo - dice l'ambasciatore Bruno Bottai - abbiamo saputo dare all'opera di mecenatismo una propria veste, personale e riconoscibile, premiando menti eccellenti e l'essenza stessa del sapere. Abbiamo superato i cento premiati e con essi, cambiando ogni anno le materie oggetto del riconoscimento, è stato compiuto un percorso affascinante nel campo della ricerca delle scienze naturali e umane. Naturalmente non ci accontentiamo e lavoriamo perché l'opera della Fondazione sia sempre più valorizzata». Come potrebbe definire la funzione del Premio Balzan? «Una funzione di collegamento fra il mondo universitario di tutti i paesi. In buona parte la funzione della Balzan riguarda storicamente Milano e la Svizzera, a cominciare dal Canton Ticino. Milano deve capire l'importanza di questa istituzione. Se lo ignorasse ne sarei dispiaciuto».