Eugenio Bennato, magie tra il Gargano e l’Africa

A navigare sulla sponda Sud ci s’imbatte nei canti arabi di Algeri, si rasenta l’Egitto, si arriva all’Africa nera e si approda a Bahia, ai ritmi carioca ricchi di allegrezza e melanconia, nutriti d’Africa e di jazz. È un mondo senza confini, questo che Eugenio Bennato percorre in un disco stregante, pieno di vitalità plebea e di finissima cultura. Ché l’autore mescola in un magico caleidoscopio idiomi, suoni e civiltà diverse, evoca il «ritmo di contrabbando» della taranta e il dramma di Beirut violentata, il sole del Gargano e il ricordo di Matteo Salvatore «grande poeta di povera gente», fino ai panorami di Capoverde. Complici gli archi del Quartetto flegreo con l’orchestra dell’Opera del Cairo e i Solisti beneventani, e le voci di un drappello d’interpreti di varie nazionalità.

Eugenio Bennato - Sponda Sud (Taranta Power-Radio Fandango)