Eurizon-Fideuram e il nodo del flottante

Portare Eurizon in Borsa entro fine anno: i giochi sono ancora aperti ma, aspettative dell’amministratore delegato Mario Greco a parte, gli sforzi in atto a Torino per rispettare il calendario prefissato sembrano trovare anche una ragione «tecnica». Il 25 ottobre scade, infatti, l’Opa su Banca Fideuram: l’offerta procede a rilento ma in base al Testo Unico della Finanza se Torino si troverà a possedere tra 90,5% e il 98% di Fideuram (73% la quota attuale) potrebbe essere costretta a ripristinare il flottante entro fine febbraio (120 giorni). Se Eurizon sarà quotata la way out strategica potrebbe essere una fusione ma in caso contrario non resterebbe che l’Opa residuale. Che per Torino potrebbe tradursi in un esborso teorico fino a 470 milioni.