Eurizon, il listino slitta al 2007

Il cda ratifica il rinvio della quotazione. Avanza l’Opa Fideuram. Il nodo dell’accordo con Santander

da Milano

Da un lato il crescente ottimismo del Sanpaolo di trovare un punto di accordo con Santander, dall’altro il cda di Eurizon che rimanda ufficialmente la quotazione al 2007 e prosegue l’Opa su Fideuram, chiedendo agli azionisti di scommettere sul riassetto del gruppo. Celebrato il matrimonio la scorsa settimana, trovano posto altre tessere del mosaico che ha permesso la nascita del nuovo campione del credito nazionale.
A partire dalla conferma del concambio, uno dei punti contestati dal Santander, da parte della Compagnia di Sanpaolo dopo l’esame degli advisor di Rothschild. Malgrado l’arbitrato che deciderà l’assetto azionario della Cassa di Risparmio di Firenze scivoli alla prossima primavera, l’idea che si fa strada a Torino è individuare per Santander una soluzione simile a quella raggiunta tra Intesa e il Crédit Agricole su Cariparma e Friuladria. Ieri a Parma il presidente René Carron ha illustrato alla Fondazione Cariparma e ai vertici di Comune, Provincia e Unione Industriali, il piano di sviluppo del neogruppo che seguirà il modello già adottato dall’Agricole in Francia.
Tornando a Madrid le trattative formali non sarebbero tuttavia ancora avviate anche se lo slittamento dell’arbitrato (a causa delle dimissioni di Alessandro Perdersoli per evitare il rischio di conflitti di interesse) sembrano complicare la possibilità di inviduare una compensazione nella partecipazione che Torino detiene in Carifirenze (18%). Anche perché il resto del patto che raccoglie la cassa fiorentina appare solido. Quanto a Eurizon, dopo la controllante Sanpaolo, ieri anche il gruppo di Mario Greco ha formalizzato il rinvio della quotazione così da attendere il destino del risparmio gestito di Intesa: l’alternativa è creare un unico attore di dimensioni europee con l’Agricole oppure, con più probabilità, rafforzare Eurizon con le sole attività dell’ex Nextra e separarsi da Parigi.
Quanto a Fideuram dopo una prima proroga al 25 ottobre dell’Opa, Eurizon ha ribadito i termini dell’offerta che punta a ritirare la controllata dal listino, tramite un’ulteriore offerta residuale (in caso di adesioni tra il 90,5% e il 98%). Anche in caso di adesioni inferiori al 90,5% le assemblee già convocate per il 12 gennaio prossimo saranno chiamate ad approvare una fusione di Fideuram in Eurizon. E in quel caso gli azionisti che non avessero aderito all’offerta (che ha raccolto sino ad ora adesioni per il 9,2% del capitale) potranno esercitare il diritto di recesso a 4,713 euro, rispetto ai 5 euro previsti dall’offerta in corso, o avere in cambio azioni Eurizon.