«Eurizon, Sanpaolo pronto a rinunciare alla maggioranza»

Iozzo: «Torino potrebbe scendere sotto il 50%». Il peso dell’asset management fa crescere il valore della matricola

Massimo Restelli

da Milano

Sanpaolo è pronta a rinunciare alla maggioranza di Eurizon che debutterà in Piazza Affari nell’ultimo trimestre dell’anno così da trovare le energie necessarie per pianificare una crescita di respiro europeo nel 2007. L’amministratore delegato Mario Greco accelera la marcia per il collocamento di Eurizon. «Il prospetto sarà pronto nei tempi più stretti possibili» ha evidenziato il top manager aprendo la stagione dello shopping. Il gruppo vorrebbe acquisire una rete distributiva nel settore assicurativo e completare il ventaglio di offerta della neo-acquisita Sanpaolo Asset Management.
Quest’ultima, secondo quanto emerso ieri, è stata trasferita da Piazza San Carlo a Eurizon per 1,9 miliardi: un valore che, considerando la ripartizione dell’utile netto proforma a fine marzo (140 milioni, per una crescita del 31%), spinge a oltre 8 miliardi la valutazione implicita dell’intera società (8,4 miliardi per Credit Suisse) anche se molto dipenderà dalla risposta del mercato.
Gli advisor (Banca Imi, Merrill Lynch e Ubs) sono al lavoro e l’ultima parola spetterà ai rispettivi consigli di amministrazione probabilmente a cavallo dell’estate ma il percorso prescelto per avvicinarsi al listino milanese dovrebbe essere una Opvs, in cui accanto al pacchetto azionario messo a disposizione da Sanpaolo, ci sarà un aumento di capitale ad hoc di Eurizon. Torino non ha «preclusioni ideologiche» a scendere sotto al 50% della controllata, ha detto l’amministratore delegato Alfonso Iozzo in un incontro con la comunità finanziaria dove il direttore generale Pietro Modiano ha voluto ribadire come i rapporti con Fiat siano «eccellenti» malgrado il parziale disimpegno dal capitale del Lingotto. Tornando ai rapporti tra Sanpaolo e Eurizon lo scenario più probabile è che la diluizione si completi in più fasi, magari in occasione della prima importante acquisizione della controllata. Il tutto a patto che a Torino non prevalga la volontà di fare cassa così da finanziare quel corteggiamento al Monte dei Paschi da inserire nel più ampio riassetto del credito nazionale. In ogni caso Torino rimarrà l’«azionista strategico», ha proseguito Greco che considera ormai completa anche la squadra di vertice: recente è l’arrivo dell’ex direttore generale di Alleanza, Marco Casu, con il compito di sviluppare una rete per vendere i prodotti previdenziali. Proseguono invece, le valutazioni sull’opportunità di mantenere quotata anche la controllata Fideuram soppesando le sinergie dell’integrazione e la freddezza dei promotori.