Euro 2008, l'Europa sceglie la regina

La finalissima tra Germania e Spagna. Beckenbauer teme la <a href="/a.pic1?ID=272524" target="_blank"><strong>Germania</strong></a>: &quot;Speriamo di vincere ai rigori&quot;. La <a href="/a.pic1?ID=272540" target="_blank"><strong>Spagna</strong></a>, crema catalana con un pò di zuppa inglese

nostro inviato a Vienna

In campo dieci spagnoli e un brasiliano, undici tedeschi e tre italiani: può succedere di tutto. Ecco la finale del primo europeo targato Platini. Speriamo che nella firma ci sia anche il divertimento del marchio. Spagna e Germania si presentano per raccomandarci e raccontarci il calcio loro: forza e sostanza dei carroarmati contro brio, ritmo e fantasia dei pesi leggeri. Vienna promette perfino bel tempo, dopo gli scrosci dei giorni scorsi. Gli spagnoli caleranno in massa, si porteranno dietro re Juan Carlos e dovranno sopportare la presenza di Zapatero che non ha proprio la fama del portafortuna. I tedeschi confidano nella stella in più, che poi è Angela Merkel, la cancelliera socia di un club calcistico dell’ex Germania est, appassionata e portatrice di buone novelle ogni volta che siede in tribuna. Ci sarà lei, non si sa Michael Ballack. Ha un dolore al polpaccio e un conto aperto con le finali: è mancato in quella mondiale del 2002, quest’anno ha perso con il Chelsea. Joachim Löw la vede con ottimismo. Ma nel caso Ballack non ce la faccia, giocherà Borowski. E la Germania dovrà aggrapparsi a Podolski e a Bastian Schweinsteiger, l’ultima sua sputafuoco da gol, uno dei cinque che compongono il blocco del Bayern Monaco.
Germania che parte sfavorita, Spagna che deve rinunciare a David Villa, ma crede al quadrilatero magico del suo centrocampo. Dietro a tutti veglierà Marcos Senna, tutti seguiranno la stella cometa di Cesc Fabregas e chiederanno a Fernando Torres di ritrovare fiuto del gol. Prima di salutare Luis Aragones: «Me ne vado perché nessuno mi ha chiesto di restare».
Tre italiani in campo, che poi sono la terna arbitrale. Rosetti nella buona tradizione dei fischietti torinesi che hanno avuto in Gonella e Pairetto altri due uomini da finale. In palio una coppa e un po’ di danari pesanti. I tedeschi riceveranno 250mila euro a testa per il successo, gli spagnoli 214 mila. Per tutti valga l’ultimo consiglio di Iker Casillas, il portiere dalle mani d’oro. «Alla sera, prima di addormentarmi, mi piace sognare ad occhi aperti. Sognare di vincere la coppa, non costa niente». Appunto fino a stasera.