«Euro 2012, a rischio il palazzetto al Vigorelli»

Senza fondi straordinari il Comune rivedrà alcuni progetti. Riparte la trattativa per cedere lo stadio

Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca. Specialmente a Milano, che, ricorda l’assessore allo Sport del Comune, Giovanni Terzi, «aveva dato un contributo essenziale alla candidatura italiana». Ma la Uefa ha chiuso la partita assegnando al tandem Polonia e Ucraina l’organizzazione degli Europei di calcio del 2012.
Assessore, il ministro allo Sport Giovanna Melandri ha invitato ad accettare il verdetto con fair play...
«Ha detto anche che bisogna prenderla sportivamente, infatti rivolgo ai vincitori le mie congratulazioni. Anzi, ora serve cooperazione internazionale per la buona riuscita degli Europei».
Però?
«Però rivolgo anche un appello al governo a mantenere comunque gli impegni presi. C’era un’ipotesi di leggi speciali per velocizzare l’ammodernamento degli stadi che avrebbero ospitato gli Europei, nella Legge Obiettivo c’erano i 97 milioni di finanziamento statale, pagabili in 20 anni a tasso zero, che ci avrebbero consentito di completare agevolmente la messa a norma del Meazza e di realizzare una serie di progetti che ora probabilmente saremo costretti a rivedere».
Ad esempio?
«Il Palazzetto dello sport al Vigorelli, un progetto da 50 milioni di euro: se dobbiamo contare solo sulle nostre forze, rischia di saltare».
Si riapre la trattativa Comune-società per la vendita dello stadio? L’ultimo prezzo era 66 milioni di euro per 99 anni di concessione.
«La possibilità di accendere mutui a tasso zero per i lavori era una variabile determinante per la trattativa. Bisogna tornare a ragionare con le società, al più presto incontrerò Inter e Milan a Palazzo Marino per trovare insieme una soluzione. L’amministrazione deve far sì che l’eventuale cessione dello stadio diventi un’opportunità per riqualificare anche l’area circostante. Ci tengo a ringraziare le società per quanto hanno fatto finora, con l’installazione dei tornelli a febbraio, dopo i tragici fatti di Catania, hanno compiuto quasi un miracolo. Bisogna procedere in tempi brevi alla convenzione per la vendita o la concessione del Meazza».
L’Inter però non ha escluso l’ipotesi di costruirsi uno stadio nuovo di zecca. È possibile?
«Credo che siano possibili nuove ipotesi. Ribadisco che la perdita degli Europei ha causato un serio danno non solo all’immagine del Paese ma anche alla costruzione e all’ammodernamento degli impianti. Per questo occorre che il Governo mantenga le promesse».
Milano non ha nessuna colpa?
«Casomai il contrario, ci siamo sempre distinti per essere il fiore all’occhiello del Paese per l’offerta sportiva. Il dossier consegnato dalla Uefa lo scorso novembre indicava lo stadio Meazza come l’unico in grado di ospitare gli Europei 2012. Ora dobbiamo impegnare le nostre forze per la candidatura dell’Expo 2015».