Eurobarometro, italiani pessimisti su tutto

Giudicano l’andamento
economico negativo, sia nel presente che per il futuro, non ripongono fiducia nelle
istituzioni nazionali e sono molto tiepidi sulla Ue. Per il 2008 solo il 29% prevede un miglioramento complessivo

Bruxelles - È un orizzonte plumbeo quello che gli italiani vedono davanti a loro: giudicano l’andamento economico negativo sia nel presente che per il futuro, non ripongono molta fiducia nelle istituzioni nazionali, (si fidano di più di quelle comunitarie) e hanno un entusiasmo assai tiepido riguardo ai benefici della presenza nell’Unione europea. È questo il ritratto dell’Italia che emerge da un’inchiesta di Eurobarometro, illustrata oggi dalla commissaria alla Comunicazione Margot Wallstrom, per altri versi positiva: i cittadini europei, in maggioranza (58%, il dato più alto nell’ultimo decennio) sono infatti molto più entusiasti che in passato per la partecipazione all’Ue, anche se tutti si preoccupano in qualche misura per lo stato e le prospettive dell’economia.

Gli italiani si distinguono però per il loro particolare pessimismo: su tutte le questioni poste da Eurobarometro, l’Italia è sempre al di sotto della media europea di ottimismo. La prima nota dolente è il futuro. Per i prossimi 12 mesi solo il 29% degli italiani prevede un miglioramento complessivo rispetto al passato (dato peggiorato rispetto al 37% di sei mesi fa), contro il 30% degli europei e il 42% degli svedesi. Seguono l’economia, su cui solo il 21% azzarda una stima ottimistica, contro una media Ue del 24%, la situazione dell’occupazione nel proprio paese, vista con fiducia solo dal 20%, contro il 26% dei cittadini dei Ventisette, e l’economia nazionale, giudicata molto buona o piuttosto buona solo dal 23% degli italiani.

Un dato debole, che appare debolissimo se confrontato con quello degli altri paesi: la media Ue è del 48%, con il 97% dei danesi, l’88% degli olandesi e il 67% dei tedeschi soddisfatti. E che lascia pensare se confrontato con il 37% registrato appena qualche mese fa, nella primavera scorsa. Non suscita entusiasmi, tra gli italiani, neanche il fatto di essere parte dell’Unione europea: solo la metà è contenta, a fronte di una media del 58% e di un sorprendente picco del 79% tra gli olandesi, che pure nel 2005 hanno detto no alla Costituzione europea.

Guardando poi ai benefici che essere membri dell’Ue porta, solo il 47% ammette che ce ne siano, segnando uno stacco di più di 10 punti rispetto alla percentuale degli europei. Per una volta in media con l’Ue, al 50%, la fiducia nella Commissione europea. Peccato solo che l’indicatore italiano abbia ceduto il 6% rispetto alla primavera scorsa. Un pò più numerosi, ma di nuovo sotto la media, gli estimatori del parlamento europeo, passati dal 60% di qualche mese fa al 53%.

Dati desolanti, certo, ma che rivelano che gli italiani si fidano comunque più dell’Unione europea (43%) che del governo nazionale (23%) o del parlamento nazionale (23%). Più della metà degli italiani ritiene però che la voce dell’Italia sia poco ascoltata all’interno dell’Unione europea.