Per gli Eurobond Citigroup rischia una maxi multa

da Milano

Citigroup potrebbe ricevere la più alta multa mai inflitta dall’organo di controllo della borsa inglese (Fsa) per lo scandalo della maxi-operazione sugli eurobond scoppiato nello scorso mese di agosto. Lo ha rivelato ieri il Financial Times, citando fonti vicine alle indagini. In particolare, l’Authority intenderebbe multare la società americana per mancanza di controlli interni, più che per manipolazione del mercato: una soluzione preferita dall’istituto statunitense che nelle settimane scorse si era scusato per quanto avvenuto. Secondo il quotidiano britannico la multa potrebbe superare i 17,5 milioni di euro che costituirono il guadagno derivante dalle transazioni sotto indagine. A tutt’oggi la maggior sanzione mai irrogata dalla Fsa è quella da 17 milioni di sterline (circa 25 milioni di euro ai cambi attuali) ai danni della Royal Dutch Shell per le irregolarità sui dati riportati al mercato sulle riserve di idrocarburi.
La vicenda risale al 2 agosto scorso quando Citigroup realizzò un’operazione molto controversa - attraverso la compravendita di titoli di Stato più grande della storia. La prima tappa è avvenne in Germania, sul mercato dei futures Eurex: tra le 9.12 e le 10.28 del mattino Citigroup acquistò 65.980 contratti futures sui titoli di Stato tedeschi. Poi, in soli due minuti, vendette titoli di Stato cash in tutta Europa (su 13 listini, 11 dei quali appartenenti alla galassia Mts) per circa 12 miliardi di euro. Un’operazione, quest’ultima, che fece scendere i prezzi sul mercato cash costringendo tutti gli altri operatori a ricoprirsi sui futures. Dopo circa mezz’ora, spiazzando nuovamente tutti, Citigroup mise in atto l’operazione inversa: ricomprando titoli di Stato a prezzi più bassi per un totale di 4 miliardi di euro. Nelle settimane scorse il caso era stato archiviato dalla procura di Francoforte - che aveva aperto un’inchiesta penale su richiesta della Consob tedesca (BaFin) - ma non in Italia o nel resto d’Europa. Resta aperta anche l’inchiesta per aggiotaggio presso la procura di Roma, avviata dal procuratore aggiunto Achille Toro su segnalazione della Consob. Sei dirigenti dell’istituto sono stati iscritti sul registro degli indagati. Gli inquirenti hanno già acquisito alcuni atti della stessa Fsa.